Sabato pomeriggio, negli spazi della biblioteca comunale di Terni, si è svolto il convegno dal titolo ‘Dieta mediterranea 4.0. Un ponte tra passato e futuro del mangiar bene’. L’iniziativa è stata ideata da Antonella Campili e Pamela Stentella e si è tenuta con il sostegno dell’associazione Nuova Magna Grecia Viva, presieduta da Antonio Apuzzo. Ad aprire l’incontro è stato proprio Apuzzo, seguito dal saluto istituzionale dell’assessore comunale alla scuola Viviana Altamura. Al centro della giornata l’intervento del dottor Michele Riefoli, biologo, nutrizionista e docente di scienze motorie, presidente dell’associazione Ottavo Senso.
Nel suo intervento, Riefoli ha parlato di «vera dieta mediterranea», ripercorrendone le origini storiche e culturali. Un modello alimentare «radicato nel mondo rurale del sud Italia e dei Paesi dell’area mediterranea come Grecia, Spagna e Nord Africa», ricordando come già negli anni ’50 alcuni studi avessero evidenziato «una minore incidenza di malattie cardiovascolari e neurodegenerative nelle popolazioni che seguivano questo tipo di alimentazione». Nel 2010, ha ricordato ancora, «la dieta mediterranea è stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità».
Il relatore ha quindi affrontato il tema della consapevolezza alimentare, introducendo il concetto del Ccqq (cosa, come, quando e quanto) e soffermandosi sui processi di produzione, lavorazione e conservazione dei cibi. Spazio anche alle attuali ipotesi di alimentazione a base prevalentemente o totalmente vegetale, definite «le uniche realmente sostenibili per l’ambiente e per il pianeta». Attraverso dati ed evidenze scientifiche, Riefoli ha illustrato quelli che ha definito «i principali problemi legati al consumo di carne, pesce, latticini e uova», soffermandosi infine sull’importanza di «abbinare all’alimentazione un esercizio fisico strutturato».








