«La società ha manifestato la propria intenzione di riavviare il ciclo produttivo a partire dal mese di aprile 2026, individuando tale data quale punto di ripartenza strategico». È quanto spiega la Regione Umbria dopo il confronto di mercoledì sullo stato di crisi della Sangraf Italy srl di Narni.
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C’è stato un confronto che ha coinvolto anche il Comune di Narni, Confindustria, le organizzazioni sindacali confederali/di categoria e la rsu di stabilimento. Nel corso del confronto – aggiunge la Regione – l’azienda «ha rappresentato l’obiettivo di recuperare quote di mercato, tutelare l’attuale forza lavoro e reinserire ulteriori profili professionali, recuperando le competenze necessarie all’interno dell’organico. Con riferimento allo stato dello stabilimento, è stato garantito che non sussistono criticità strutturali all’avvio della produzione, considerato che il sito era operativo fino a tempi recenti e necessita di preventivi e specifici interventi di manutenzione».
Focus anche su altri aspetti, come ad esempio la forza lavoro: «In tale ambito, la società ha assicurato la regolarità presente e futura nel pagamento delle spettanze dovute ai dipendenti e ha comunicato di aver avviato una procedura di ristrutturazione del debito, finalizzata a una composizione negoziata e all’adempimento delle richieste di soddisfacimento dei crediti vantati dai creditori. Nel corso – prosegue la Regione – dell’incontro è emersa, altresì, la necessità di definire in maniera chiara e puntuale l’organigramma aziendale, con particolare riferimento alle posizioni di governance e alle funzioni strategiche dell’assetto societario. In tal senso, la società si è impegnata a fornire riscontro a quanto richiesto e nel generare una puntuale prassi nel rapporto con le organizzazioni sindacali».

Infine i possibili investimenti «di revamping funzionali alla ripartenza del sito produttivo, nonché progetti strategici di medio periodo riguardanti l’idrogeno, l’efficientamento e l’abbattimento dei costi energetici, lo sviluppo delle energie rinnovabili e le opportunità connesse al regime delle Zone economiche speciali (Zes). Al termine del confronto, le parti hanno convenuto sulla necessità di procedere alla stipula di un accordo scritto entro il 31 gennaio tra le organizzazioni sindacali e l’azienda, con la partecipazione delle istituzioni, che disciplini e stabilizzi in modo dettagliato i temi affrontati, al fine di garantire – conclude palazzo Donini – una gestione condivisa e partecipata del percorso di ripresa».






