di S.F.
La Regione Umbria dice no alla costruzione e l’esercizio di un impianto per la produzione di biometano a Ponte Caldaro di Narni. C’è la formale conclusione negativa del procedimento post conferenza di servizi: le firme sono del dirigente Andrea Monsignori, del responsabile Nicola Casagrande e dell’istruttore Maurizio Mantini.
GENNAIO 2025, UNA DELLE PROTESTE
La storia è nota e parte dall’istanza di autorizzazione unica presentata dalla Metanar – che ha sede a Terni, in via Cavour – nel lugio 2024, poi integrata successivamente ai fini della procedibilità. Ciò per un «impianto per la produzione di 500 Sm 3/h di biometano da fonti rinnovabili di origine agro-industriale, con immissione in rete dello stesso, nonché energia elettrica e calore in assetto cogenerativo per autoconsumo in configurazione off-grid, e relative opere ed infrastrutture connesse». Con utilizzo di un quantitativo di biomasse inviate al trattamento anaerobico per 101.440 tonnellate l’anno.
IL COMITATO PONTE CALDARO IN AZIONE
Tra fine 2024 ed inizio 2025 sono state convocate due conferenze di servizi: una generale (Comune Narni, Provincia di Terni, Snam, Enac, Consorzio di bonifica Tevere-Nera, prefettura di Terni, inviata per conoscenza a diversi ministeri) e una interna con il coinvolgimento di vari servizi regionali. Quest’ultima è terminata con formazione posizione unitaria non favorevole. Ragioni? «Nella documentazione progettuale non è presente uno studio idraulico che dia evidenza della soluzione progettuale adottata, al fine di garantire di non arrecare aggravi a monte e valle dell’intervento (tombamento); le carenze impiantistiche evidenziate, per la loro risoluzione, richiedono modifiche al progetto presentato che comporterebbero una ulteriore interruzione del procedimento ai fini della produzione delle integrazioni». E di conseguenza – in merito a quest’ultimo punto – non c’è l’autorizzazione.
Nel corso del tempo la Metanar ha inviato diverse integrazioni volontarie, senza tuttavia riuscire a cambiare la partita. E il giudizio degli altri? Regione e Comune di Narni parere non favorevole, soprintendenza favorevole con prescrizioni di carattere paesaggistico, Cmeu (ministero della Difesa) nulla osta con prescrizioni, comando provinciale dei vigili del fuoco di Terni favorevole con prescrizioni, carenze progettuali rilevate dalla Provincia di Terni e ok con prescrizioni dal Consorzio di bonifica Tevere-Nera. La società, nelle ultime settimane, si è rifatta avanti presentando delle memorie. Risultato?
«Non sono rilevanti, ovvero risultano non significative ai fini di rivalutare la conclusione negativa del procedimento», si legge nel documento regionale. Di mezzo ci è finito anche il parere negativo del Comune di San Gemini. C’è dunque la firma sulla determinazione motiva di conclusione negativa della conferenza di servizi. Ci saranno ulteriori sviluppi?

A stretto giro sono numerosi gli interventi politici sulla questione: «Ancora una volta – le parole del capogruppo M5S in Regione Luca Simonetti – facciamo la differenza. Autorizzazione negata per l’impianto di Biometano a Ponte Caldaro, una buona notizia per la tutela del territorio di Narni e San Gemini. Dalla Regione Umbria un segno di responsabilità verso le comunità che da tempo si oppongono a questo intervento. L’approvazione all’unanimità da parte del consiglio regionale lo scorso mese di gennaio dell’atto presentato dal Movimento 5 Stelle e condiviso con tutta la maggioranza aveva rappresentato un importante gesto di sensibilità verso comitati, associazioni e cittadini impegnati nella tutela dell’ambiente, del patrimonio storico-paesaggistico e delle attività economiche locali. La decisione di negare il procedimento di Autorizzazione Unica, al termine di un iter procedurale rigoroso e basato sulla documentazione e sulle valutazioni tecniche e normative acquisite, ha tenuto conto dei vincoli specifici di salvaguardia idrologica intensiva e di tutela della permeabilità. La voce dei cittadini è stata ascoltata e anche quella dei Comuni di Narni e San Gemini».

Stesso filone per Arianna Antonini, Samuele Minciarelli e Luca Tramini del M5S Narni: «Una decisione che rappresenta una chiara vittoria del territorio, frutto di un lavoro di squadra e di un ascolto reale delle comunità locali. Vogliamo innanzitutto ringraziare il Comune di Narni, e gli uffici, per il lavoro fatto ed il parere negativo espresso in conferenza dei servizi, che ha rappresentato un atto di responsabilità e coerenza a tutela della salute pubblica, della qualità della vita e dell’equilibrio ambientale di un’area già fortemente provata da decenni di pressione industriale. Un ringraziamento va anche agli uffici della Regione Umbria, che hanno saputo interpretare le preoccupazioni dei cittadini e riconoscere le criticità di un progetto che, per impatto e localizzazione, appariva del tutto inadeguato. Il nostro impegno continua, oggi con ancora più forza, affinché Narni possa imboccare con decisione la strada di uno sviluppo sano, duraturo e realmente sostenibile».

C’è anche il commento del consigliere regionale del Pd Francesco Filipponi: «Apprendo con soddisfazione l’esito della conferenza di servizi in merito al procedimento per l’impianto per la produzione di biometano in località Ponte Caldaro, a Narni. La Regione, con un atto dirigenziale, ha adottato la conclusione negativa per il procedimento di Autorizzazione Unica: un risultato voluto e sperato a lungo dai tanti cittadini dei territori comunali di Narni e San Gemini che avevano manifestato contro il nuovo impianto. Proprio sulle resistenze dei residenti avevo interrogato la Giunta nel mese di gennaio, chiedendo delucidazioni sull’iter autorizzativo in corso ed i possibili sviluppi.Una decisione che, pur nel rispetto dell’iniziativa della società privata coinvolta, consente di salvaguardare i territori interessato a livello ambientale. Ringrazio per l’attività svolta in questi mesi l’Assessore Thomas De Luca, gli uffici tecnici della Regione e del comune di Narni, nonché l’amministrazione comunale di Narni».






