Riceviamo e pubblichiamo la lettera di ringraziamento del figlio di un paziente.
di Jacopo Colangelo
Io e la mia famiglia desideriamo ringraziare sentitamente il dottor Carlo Conti, direttore della struttura complessa di neurochirurgia dell’ospedale ‘Santa Maria’ di Terni, e i componenti della sua equipe: le dottoresse Giuseppina Bevacqua, Martine Sibille, i dottori Mattia Capobianco, Alessandro Ciampini, Pierluigi Granaroli, Francesco Paglia, Giovannino Zofrea, per quanto hanno fatto e per come si sono presi cura di mio padre, salvandogli la vita. Grazie a un team di professionisti impareggiabile che ha portato umanità ed empatia in momenti davvero difficili da superare.

A luglio scorso mio padre ha avuto un’emorragia cerebrale e sembrava che ci fossero ancora pochi giorni di vita, invece il dottor Carlo Conti ha deciso di sottoporlo ad intervento chirurgico, che è riuscito, ridandoci speranza con un percorso di ripresa che sapevamo sarebbe stato lungo. Però al tempo stesso è emerso che aveva una brutta patologia tumorale. La prima conseguenza è stata un’epilessia e, dopo alcune radioterapie, è stato per un mese nel reparto di oncologia e ringrazio la dottoressa Moretti e gli infermieri. Poi all’ospedale di comunità di Amelia per due mesi, in una struttura in cui si prendono veramente cura dei pazienti in maniera incredibile. Poi ci ha richiamato il dottor Conti per farci sapere che sarebbe stato disposto ad operarlo, con rischi altissimi ma abbiamo deciso di affrontarli.
Dopo l’intervento mio padre è un’altra persona: anche se siamo consapevoli che il percorso sarà lungo, vogliamo ringraziare il direttore Conti che ci ha sempre creduto, soprattutto alla vita. Ci eravamo informati anche a Roma e a Milano ma nessuno se l’era sentita di intervenire. Pensiamo sia un vero angelo, come tutti i dottori della sua equipe, grazie ancora agli infermieri, alla caposala Francesca, all’amministratrice Stefanelli, e alla dottoressa Chiara Di Schino del reparto di neuroriabilitazione intensiva. Perché fanno tutti il lavoro con amore. In otto mesi abbiamo trovato tanti angeli che si sono presi cura di mio padre e della nostra famiglia che crede nella vita, nell’essere umano e sul fatto di non mollare mai.






