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Home » Neurochirurgia Terni, ‘primato’ in Umbria

Neurochirurgia Terni, ‘primato’ in Umbria

di Francesca Torricelli
20 Dicembre 2019
in Ambiente e salute, Apertura 5
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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Per la prima volta in Umbria è stato eseguito un complesso intervento di neurochirurgia a paziente sveglio (awake surgery) con monitoraggio neurofisiologico per l’asportazione di un tumore cerebrale localizzato in corrispondenza dell’area che controlla il linguaggio. L’intervento, durato quattro ore, è stato eseguito dall’equipe diretta dal dottor Carlo Conti, responsabile del reparto di neurochirurgia dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni. In sala operatoria insieme al dottor Carlo Conti c’erano il dottor Domenico Frondizi con la sua equipe di neurofisiopatologi, il neuropsicologo Carlo Piccolini con la logopedista Francesca Graziani, la dottoressa Rita Commissari con altri due anestesisti e naturalmente i tecnici e gli infermieri di sala. La paziente, una donna umbra di 70 anni, è stata dimessa il 19 dicembre a cinque giorni dall’intervento.

L’asportazione dei tumori

I tumori cerebrali, che già di per se rappresentano una sfida quotidiana, lo sono ancora di più quando si localizzano nelle vicinanze o in corrispondenza delle cosiddette aree cerebrali ‘nobili’, quelle aree cioè che controllano ad esempio il movimento degli arti o, come in questo caso, il linguaggio. L’asportazione chirurgica di questi tumori può provocare un danneggiamento, fino a poco tempo fa ritenuto inevitabile, di tali aree nobili e causare quindi deficit neurologici molto invalidanti per il paziente.

Awake surgery

L’intervento cui è stata sottoposta la donna ha comportato diverse fasi, secondo la cosiddetta tecnica asleep-awake-asleep. Il paziente viene inizialmente addormentato per le fasi di apertura per poi essere risvegliato nella fase centrale dell’intervento, cioè quella durante la quale si asporta il tumore. «In questa fase – spiega il dottor Carlo Conti – mentre il neurochirurgo procedeva all’asportazione del tumore, utilizzando la tecnica della fluorescenza intraoperatoria, la paziente, mediante apposito elettrodo, veniva sottoposta a stimolazione cerebrale diretta e test neuropsicologici specifici per la valutazione dei sistemi linguistici post centrali come l’eloquio spontaneo, la denominazione e produzione verbale e la lettura. Le prove si sono dimostrate efficaci nel segnalare la produzione di parafasie ed evitare così l’interessamento di aree linguistiche sensibili».

Collaborazione multidisciplinare

Questo intervento è il frutto della continua collaborazione tra i vari professionisti del dipartimento di neuroscienze di Terni, e cioè neurochirurgo, neurofisiologo, neuropsicologo e logopedista, che hanno pianificato in ogni dettaglio l’intervento chirurgico e adottato gli item di stimolazione più indicati per la paziente, con il contributo fondamentale e imprescindibile dell’anestesista, senza il quale un intervento del genere non sarebbe possibile, oltre che del neurologo e del fisioterapista.

Centro di eccellenza regionale

Nell’esprimere grande soddisfazione e gratitudine per l’operato, il commissario straordinario Andrea Casciari sottolinea come la struttura di Neurochirurgia sia un centro di eccellenza regionale. «La neurochirurgia rappresenta uno dei punti di forza dell’azienda ospedaliera di Terni – dice Casciari – su cui stiamo continuando ad investire in termini di potenziamento tecnologico e in questi giorni ci stiamo apprestando a concludere anche l’acquisto di un nuovo microscopio operatorio e Tac intraoperatoria».

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