di Giovanni Cardarello
Non è stata solo una cerimonia di premiazione, ma un viaggio collettivo nella memoria di un calcio elegante, garbato e profondamente umano. L’edizione 2026 del premio ‘Ilario Castagner’, ospitata nella sala Digipass di Norcia, ha colto nel segno: ricordare l’uomo prima ancora del tecnico, simbolo di un’Umbria sportiva capace di scalare le vette nazionali e di farsi voler bene da tutto il Paese.
Addio a Castagner: condottiero del ‘Perugia dei miracoli’ e signore del calcio

Il ricordo dei protagonisti e l’omaggio al territorio
Di fronte a una platea composta da oltre cento studenti dell’istituto ‘De Gasperi-Battaglia’, il sindaco Giuliano Boccanera ha aperto i lavori sottolineando l’attualità del messaggio di Castagner, ribadendo come il calcio odierno avrebbe un disperato bisogno di figure dotate della sua statura morale. Un sentimento condiviso pienamente da Bruno Giordano, il quale, nel ritirare il premio nazionale, ha rievocato con emozione il legame nato ai tempi della Lazio e proseguito ad Ascoli. Nonostante una collaborazione professionale breve, l’ex bomber ha descritto Castagner come una persona dai valori straordinari, dicendosi onorato di ricevere un simile riconoscimento proprio a Norcia, una città che il tecnico amava profondamente.
Proprio per onorare questo legame con la terra nursina, la giornata di Giordano è proseguita con una tappa dedicata alle eccellenze enogastronomiche locali. L’ex attaccante ha infatti fatto visita all’azienda Savelli Salumi & Carni, dove ha potuto toccare con mano la qualità della tradizione norcina, simbolo di quella resilienza e di quel saper fare che Castagner tanto apprezzava durante i ritiri del suo Perugia. Un momento di convivialità che ha unito idealmente i valori dello sport a quelli del territorio.

Il racconto del giornalismo e l’anima di Norcia
Accanto a Giordano, a testimoniare l’epopea del ‘Perugia dei miracoli’, è tornato Gianfranco Casarsa. L’attaccante simbolo dell’imbattibilità nel campionato 1978/1979 ha tratteggiato il profilo di un leader capace di parlare poco ma di colpire nel segno, un uomo timido e riservato che però sapeva creare una coesione d’acciaio. Il racconto delle gesta di Castagner è passato poi attraverso le parole dei premiati per la sezione giornalismo: Riccardo Cucchi, vincitore del premio nazionale, ha insistito sulla necessità di spiegare alle nuove generazioni la modernità tattica di un allenatore che sapeva valorizzare ragazzi all’epoca sconosciuti, mentre Claudio Sampaolo, premiato per l’ambito regionale, ha ricordato con nostalgia un’epoca di rapporti diretti e sinceri, in cui negli spogliatoi si entrava senza intermediari.
La scelta di Norcia come sede dell’evento, inserito nella mostra mercato ‘Nero Norcia’ e organizzato con la cura dell’agenzia Infopress di Massimo Boccucci, Renzo Berti e Roberto Barbacci, ha suggellato il legame storico tra il tecnico e la città. Una comunità che continua il suo percorso di rinascita dopo il sisma del 2016 e che ha trovato nel premio un momento di grande orgoglio territoriale.
L’omaggio a Flavio Falzetti e i grandi ospiti
A rendere la mattinata ancora più toccante è stata l’istituzione del riconoscimento alla memoria di Flavio Falzetti, calciatore originario di Norcia che ha lottato con incredibile dignità contro la leucemia. A ritirare il premio è stato Damiano Tommasi, ex colonna della nazionale italiana e attuale sindaco di Verona, che ha lodato il coraggio di Falzetti e il suo messaggio d’amore per la vita, ricordando come il fare squadra sia essenziale soprattutto nelle battaglie più difficili dell’esistenza.
Il talk show si è arricchito infine della presenza di figure storiche e attuali del calcio biancorosso, tra cui i dirigenti del Perugia Riccardo Gaucci e Walter Alfredo Novellino, oltre a Mariolina Scoponi Pieroni, l’ex ct Paolo Berrettini e padre Mauro Angelini, cappellano del club, tutti uniti nel tributo a un uomo che ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore dell’Umbria.






