di Gianni Giardinieri
Mentre il progetto di fusione tra l’Orvietana di Stefano Bandecchi e la Ternana Futsal di Emanuele Tonel procede spedito, con in vista un nuovo appuntamento dal notaio Francesco Maria Alvi per la firma dei relativi atti, preceduti lo scorso giovedì dallo scambio delle quote tra le due realtà sportive, lunedì 22 giugno nella cornice del Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel, con inizio delle operazioni di voto fissate per le ore 8, va in scena l’elezione del nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, con Giovanni Malagò e Giancarlo Abete a contendersi la poltrona di massimo rappresentante del calcio italiano. Votazione straordinaria, convocata a seguito delle dimissioni del precedente presidente Gravina, sommerso dalle polemiche per la mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali di calcio (la terza consecutiva, le ultime due con lo stesso Gravina sulla tolda di comando).
L’elezione avverrà con il meccanismo del voto ponderato, che riflette il ‘peso’ delle varie componenti della Federazione: la Lega Nazionale Dilettanti la fa da padrone con il 34% dei voti complessivi. Seguono poi, con pesi assai minori, l’Associazione Nazionale Calciatori, Lega Pro, Lega Serie A, l’Associazione Allenatori, la Lega Serie B (6%) e l’AIA, (Associazione Italiana Arbitri). Seppur apparentemente controintuitivo, è la Lega Nazionale Dilettanti ad essere il ‘baricentro’ indiscutibile di ogni votazione per l’elezione del presidente, obbligando serie A e serie B a trovare punti di contatto tra loro e con le altre componenti legittimate al voto. Infatti, le due massime serie più i voti degli allenatori e dei rappresentati dei calciatori raggiungerebbero il 54% del totale, un ‘cartello’ in grado di ottenere la maggioranza assoluta e forse qualcosa di più, visto che il presidente Matteo Marani (serie C) avrebbe garantito, insieme agli altri, l’appoggio alla candidatura di Malagò. Giancarlo Abete avrebbe l’appoggio della LND, quindi il 34%. Uno scenario che sembra prefigurare la possibile elezione dell’ex presidente del CONI, ma i colpi di scena non sono da escludere.
In questo contesto la Nuova Ternana, che ripartirebbe dalla serie D – quindi farebbe parte della Lega Dilettanti, sarà chiamata (articolo 20 delle NOIF, le Norme organizzative interne della Federazione), per l’iscrizione al campionato 2026/2027, alla ‘bollinatura’ finale proprio del presidente della FIGC. Recita l’articolo 20, comma 1: «La fusione tra due o più società, la scissione di una società, il conferimento in conto capitale dell’azienda sportiva in una società interamente posseduta dalla società conferente, effettuate nel rispetto delle vigenti disposizioni normative e legislative, debbono essere approvate dal presidente della FIGC». Non una mera ratifica del presidente, quindi, ma una vera e propria approvazione. Una scelta, detto in altri termini, con evidenti profili di discrezionalità e dunque dalle connotazioni ‘politiche’.
Per ribadire questo concetto, il comma 2 è ancora più esplicito: «L’approvazione è condizione di efficacia della fusione, della scissione o del conferimento d’azienda. Le delibere delle società inerenti la fusione, la scissione o il conferimento dell’azienda in conto capitale di una società controllata, debbono espressamente prevedere, quale condizione della loro efficacia, l’approvazione da parte del presidente federale». Il comma 4, a contorno della tesi, sancisce che «iI presidente della FIGC delibera sulle domande dopo aver acquisito il parere delle Leghe competenti». Quindi la Lega Nazionale Dilettanti, alla fine di tutto il percorso burocratico, offrirà al presidente della FIGC un parere, niente di più. Almeno formalmente, chiaro, ma con la possibilità da parte del presidente della FIGC di avere perlomeno l’ultima parola sull’iscrizione del club rossoverde al campionato di serie D. In questo contesto,sarà cruciale che il neo presidente della FIGC, sia esso Malagò o Abete, non si faccia influenzare da possibili, ancorché probabili, ‘voglie’ revansciste., ovvero il rischio dell’agnello sacrificale pitturato di rossoverde.






