Il percorso per la realizzazione del nuovo ospedale di Terni resta segnato da tensioni istituzionali e interpretazioni divergenti delle competenze. La riunione convocata giovedì mattina a palazzo Spada dal sindaco Stefano Bandecchi, si è svolta regolarmente per il Comune, ma senza la partecipazione della Regione Umbria che ha scelto – come l’azienda sanitaria Usl Umbria 2 – di non presenziare.
Al centro della disputa, la legittimità della convocazione stessa. La presidente della Regione Stefania Proietti ha comunicato la propria assenza con una lettera inviata alla vigilia, motivandola con la concomitanza del consiglio regionale e delegando la presenza al direttore generale dell’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ Andrea Casciari, seppur «in un’ottica di collaborazione istituzionale». Nella stessa comunicazione la governatrice ha fissato un nuovo incontro per il 5 maggio a Perugia.

Dal canto suo Bandecchi ha tirato dritto, dichiarando formalmente aperta la conferenza propedeutica all’accordo di programma. Il sindaco ha richiamato il quadro normativo, citando il Testo unico degli enti locali che consente anche a sindaci e presidenti di Provincia di promuovere questo tipo di incontri preliminari tra amministrazioni coinvolte. Alla riunione hanno preso parte l’assessore ai lavori pubblici Sergio Anibaldi, i tecnici comunali, il direttore generale Casciari e uno staff di tecnici dell’ospedale.
Bandecchi ha inoltre respinto l’idea che la scelta dell’area per il nuovo ospedale sia una prerogativa esclusiva della Regione Umbria, rivendicando un ruolo attivo del Comune anche nella fase operativa, fino all’eventuale funzione di stazione appaltante per la realizzazione dell’opera. Di diverso avviso la Regione che in una nota ha ribadito come la programmazione, la localizzazione e la costruzione delle strutture sanitarie rientrino nelle proprie competenze, in base alla normativa vigente e alla Costituzione. Pur riconoscendo il coinvolgimento dei Comuni per gli aspetti urbanistici e infrastrutturali, da Perugia si sottolinea che l’avvio formale di un accordo di programma spetti esclusivamente a palazzo Donini.
Da qui la presa di posizione netta: l’incontro di palazzo Spada – per la presidente Stefania Proietti – non può essere considerato un primo passo ufficiale verso l’accordo. Il confronto, comunque, resta aperto e si sposta ora al 5 maggio, quando le parti torneranno a riunirsi a Perugia. Nel frattempo, la vicenda si conferma un terreno di scontro politico-istituzionale. Sul futuro e sulla pelle della sanità ternana.
Bandecchi: «Nessuna volontà di ‘buttarla in caciara’»

Nel pomeriggio di venerdì il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha diffuso una nota in cui afferma: «Non mi interessa fare polemiche con la presidente Stefania Proietti, mi interessa realizzare il nuovo ospedale di Terni perché questo è l’interesse della città e dell’intera provincia. Oggi non ho alcuna intenzione di rispondere alla nota, piena di imprecisioni, di ieri della presidente Proietti. La ricostruzione della giornata di giovedì l’ho già fatta in un comunicato che cita in maniera puntuale stralci e argomentazioni della stessa presidente e mette nero su bianco testimoni e presenti. Non sono stato io a decidere di disertare la riunione propedeutica all’accordo di programma, strumento normativo essenziale, come riconosciuto dalla stessa Regione, per arrivare alla nuova struttura. Il sindaco di Terni non ha nessun interesse a ‘buttarla in caciara’. Il Comune, la Provincia e l’intera città – prosegue Bandecchi – vogliono stringere i tempi. Siamo noi che da mesi diciamo che non si può far trascorrere altro tempo. La presidente Proietti è in carica da novembre 2024. E da allora non è stato fatto nessun passo in avanti. Il piano per la localizzazione è tempo e soldi sprecati, perché non localizza un bel niente e perché lascia tutte le ipotesi apertissime. Mi sembra, oltretutto, che con questo piano siano lievitati oltremisura i costi. Siamo passati dai 300 milioni ipotizzati durante la giunta Tesei, a più del doppio. Io sono convinto che si possa fare il nuovo ospedale con una cifra ragionevole. Noi siamo pronti, in un’ottica costruttiva e di servizio alla collettività, a svolgere le funzioni di stazione appaltante e ad individuare noi il luogo, perché è l’ente Comune a conoscere meglio di ogni altro gli aspetti dell’urbanistica, delle infrastrutture, dei collegamenti viari. In un’ottica di lavoro per Terni – conclude il sindaco – il 5 maggio sarò presente in Regione, non mi metto a formalizzare sulle competenze per la convocazione della riunione. In quella occasione voglio confrontarmi sulle risorse, i tempi, i risultati, restando convinto che il dl 2767 n. 34 commi 1, 2, 3 parli chiaro e non serve un’intelligenza superiore per capirlo».

Immediata la replica della presidente della Regione Stefania Proietti nella prima serata di venerdì: «Non c’è nessuno stallo e il percorso per l’ospedale nuovo di Terni procede a ritmi avanzati, come mai nella storia dell’Umbria. Infatti dopo lo studio sulla location è stata avviata l’analisi approfondita da parte degli uffici regionali che si occupano di edilizia per l’elaborazione del Docfap (Documento di fattibilità delle alternative progettuali). Nei prossimi giorni avranno luogo importanti incontri finalizzati alla realizzazione dell’opera. Con Stefano Bandecchi non c’è stata alcuna lite, semplicemente la Regione ha ricordato al sindaco che l’accordo di Programma per un’opera pubblica sanitaria deve seguire un altro iter ed è di competenza della Regione, iter che si sta percorrendo perché l’intenzione della Regione è sempre lo stesso, quello di costruire a Terni un nuovo ospedale moderno ed efficiente, capace di rispondere ai bisogni dei cittadini e delle cittadine. A conferma della volontà di andare fino in fondo e sempre con il medesimo spirito collaborativo ho invitato il sindaco Bandecchi a una riunione operativa il prossimo 5 maggio».






