di: lettera firmata
BBMP V 76
Il nuovo ospedale di Terni è opera troppo importante per il futuro della città da non meritare un livello di trattazione come quello di questi ultimi giorni. Appare chiaro che, invece di alimentare un dibattito pubblico ponderato e realistico su una realizzazione comunque complessa, che sia espressione di una riflessione su un’idea di città, il sindaco stia trattando l’argomento come merce di scambio, mettendo in contrapposizione questa realizzazione con il nuovo ospedale di Narni-Amelia: dietro a questo atteggiamento giganteggiano i suoi interessi privati, che definiscono un insanabile conflitto di interessi.
E che dire dell’intero centrodestra, che parla come un salvatore della patria dopo avere perso le elezioni proprio per incapacità manifesta sui temi della sanità. In più, in argomento, ha disseminato proposte non previste dalle leggi dello Stato (si veda la cosiddetta ‘stadio-clinica’), o favorito e sostenuto il progetto di un nuovo ospedale in project financing, costoso e mal progettato, affidandone i destini, nella prima delle due versioni, all’unico direttore generale della storia della sanità umbra sfiduciato dal consiglio comunale ‘amico’, poi dimissionatosi, trattando di fatto la sanità come un cespite da sfruttare per alleanze e convergenze affaristiche.
Si pone un tema: è in grado la città di Terni, le sue classi dirigenti, di discutere su quale nuovo ospedale, dove farlo, con quale procedimento politico-amministrativo, secondo le leggi dello Stato, o dobbiamo assistere a questo scontro di interessi costituti, lobby varie all’opera per metterci le mani, in un clima di fretta surreale, come in questi giorni? Ricordiamo che la nostra rimane sempre la città della pianificazione urbanistica, dai piani Lattes-Staderini, a quello Ridolfi e più recentemente quello Portoghesi, dei quartieri costruiti nel dopoguerra presi ad esempio dagli studiosi, dove, anche senza troppa cura, si vive ancora bene.
Consapevoli di ciò, pensiamo che il nuovo ospedale di Terni debba essere una struttura completamente nuova, moderna e innovativa, in linea con i criteri di progettazione e ambientazione elaborati dalle principali istituzioni di settore per il post Covid, frutto di un concorso di idee di alto livello e che si prenda atto della impossibilità di costruzione nell’attuale sito, sia per ragioni organizzative, perché un ospedale dell’emergenza non sta dentro un quartiere densamente abitato, soprattutto se si vuole procedere in costanza di funzionamento dell’attuale ospedale.
Noi pensiamo che attraverso questa discussione, appunto quella su questa scelta strategica per il futuro della sanità umbra e della città, la nostra comunità possa riprendere un dialogo sul proprio destino, partendo dal basso e da sé stessa, non assistendo a questa recita in verità piuttosto squallida.






