Nei giorni scorsi i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Perugia hanno sottoposto a sequestro d’urgenza un capannone agricolo nelle campagne orvietane, all’interno del quale erano stipate svariate tonnellate di rifiuti tessili.
L’attività rientra nei servizi di controllo del territorio finalizzati a individuare immobili utilizzati per lo stoccaggio e l’abbandono illegale di rifiuti. Nel corso di uno di questi controlli, i militari hanno individuato la struttura, in condizioni fatiscenti e con ampia copertura in amianto, al cui interno erano accatastate centinaia di balle confezionate in cellophane, ciascuna di circa un metro cubo, occultate dietro una stuoia per impedirne la vista dall’esterno.
Le balle, ammassate fino a un’altezza di circa quattro metri e disposte alla rinfusa, risultavano prive di qualsiasi presidio di sicurezza igienico-sanitario e di prevenzione incendi. Una situazione che, secondo quanto accertato, determinava un evidente pericolo per l’incolumità delle persone e per l’ambiente circostante, con possibili ripercussioni su aria, suolo, flora e fauna. All’interno dei materiali, molti dei quali esposti alle intemperie e in parte lacerati, sono stati rinvenuti sacchetti contenenti capi tessili di vario tipo: abbigliamento, accessori e pelletteria, ma anche oggetti estranei come peluche e giocattoli. Elementi che fanno ritenere come i rifiuti possano provenire dallo svuotamento dei cassonetti stradali per la raccolta degli indumenti usati, senza alcun trattamento preliminare di selezione o sanificazione.
Da una prima stima, il quantitativo complessivo dei rifiuti rinvenuti ammonterebbe a circa 700 tonnellate. L’area interessata si trova in zona agricola, a ridosso di abitazioni, allevamenti di ovini e bovini e terreni coltivati a ortaggi. Un contesto particolarmente delicato anche alla luce del rischio incendi, considerando che in passato la zona era già stata interessata da un vasto rogo boschivo che aveva coinvolto anche strutture con coperture in eternit. Per questo i militari hanno proceduto al sequestro del capannone, apponendo i sigilli e informando la Procura della Repubblica di Terni. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal gip.
Le indagini sono ora in corso per individuare i responsabili dell’abbandono dei rifiuti tessili. L’ipotesi di reato è quella di smaltimento illecito, alla luce anche della recente normativa introdotta dal decreto legge 116 dell’8 agosto 2025, il cosiddetto ‘Decreto Terra dei Fuochi’, che prevede un inasprimento delle pene fino a un massimo di cinque anni e sei mesi di reclusione.






