Dopo mesi di trattative, praticamente tutta l’estate 2025, si è conclusa la vertenza alla Alliance Healtcare di Orvieto, azienda ligure operativa nella distribuzione dei farmaci a strutture pubbliche e private dell’Umbria, che il 30 giugno – anche se avvisaglie c’erano già state – aveva annunciato ai propri dipendenti la volontà di chiudere il magazzino e quindi l’attività ad Orvieto.
La vicenda, che ha tenuto sulle spine i 18 lavoratori del polo orvietano, si è conclusa in questi giorni con la firma dell’accordo e delle relative conciliazioni individuali. L’azienda si è resa disponibile a ricollocare il personale nei vari punti operativi in Italia, centro e nord, con un supporto logistico in termini, ad esempio, di affitti e utenze. Contemporaneamente, per chi non avesse voluto continuare a lavorare per la Alliance Healthcare, è stata prevista una buonuscita. E alla fine la decisione di tutti i lavoratori, assistiti nella trattativa dal sindacato Fisascat Cisl della provincia di Terni, nella persona del segretario Sergio Sabatini e dell’Rsa Roberto Duranti, è stata quella di accettare la buonuscita e chiudere la propria esperienza lavorativa.
«L’esito finale della contrattazione ci soddisfa – afferma Sabatini – anche se stiamo parlando pur sempre di un’impresa che decide di chiudere i battenti in Umbria e di andare ad investire altrove. Ringrazio sinceramente la nostra ‘ex Rsa’ Duranti per aver supportato ogni passo di questa complessa e lunga fase sindacale». Da Duranti arriva invece un ‘grazie’ «alla Fisascat Cisl di Terni per la vicinanza e la comprensione della situazione. Un lavoro estenuante che è giunto a compimento, pur in un quadro di difficoltà».
Dall’azienda ligure, giovedì è giunta una nota – «condivisa con il sindacato» – in cui si legge che «Alliance Healthcare Italia Spa e le organizzazioni sindacali, a seguito di un confronto costruttivo e orientato alla maggior tutela possibile dei lavoratori coinvolti, hanno raggiunto un accordo condiviso in merito alla chiusura del sito industriale di Orvieto. L’intesa è frutto di un dialogo continuo e responsabile, che ha permesso di affrontare una fase delicata con spirito di collaborazione e rispetto reciproco. Le parti hanno lavorato congiuntamente per garantire soluzioni sostenibili e dignitose per tutti i dipendenti interessati, attraverso strumenti di supporto alla ricollocazione e misure di incentivazione volontaria. L’azienda – prosegue il comunicato – esprime apprezzamento per il ruolo svolto dalle rappresentanze sindacali, che hanno contribuito in modo significativo al raggiungimento di un accordo equilibrato, mentre le organizzazioni sindacali hanno riconosciuto l’impegno dell’azienda nel gestire la transizione con attenzione alle persone ed al territorio. Il risultato ottenuto – è la conclusione – rappresenta un esempio di relazioni industriali serie, mature e orientate al bene comune, anche in situazioni complesse come quella attuale».







