Nuovo capitolo nella lunga disputa sull’appalto per la gestione delle macchinette di snack e bevande all’ospedale ‘Santa Maria della Misericordia’ di Perugia. Una gara da 1,6 milioni di euro, della durata di cinque anni (con possibile proroga di altri due), è tornata al centro dello scontro legale tra l’azienda Ivs Italia Spa e l’azienda ospedaliera.
Come riporta ‘Il Messaggero Umbria‘ (Luca Benedetti), la società esclusa ha presentato un nuovo ricorso al Tar chiedendo «la sospensiva della delibera di aggiudicazione» dello scorso 25 febbraio e l’annullamento dell’intera procedura di gara. L’ente sanitario, dal canto suo, ha già deciso di costituirsi in giudizio, affidando la difesa all’avvocato Daniele Spinelli.
Il contenzioso riguarda in particolare il lotto relativo alla gestione dei distributori automatici di caffè, bevande e snack nei reparti dell’ospedale. Una vicenda che si trascina dal novembre 2023, quando fu bandita la gara, e che da subito è stata caratterizzata da ricorsi ed esclusioni.
In una prima fase, l’azienda ospedaliera di Perugia aveva escluso Ivs Italia in favore di un’altra società, ritenendo non conformi alcuni prodotti proposti, tra cui bevande energizzanti e snack giudicati non idonei per un contesto sanitario. Una decisione che però era stata ribaltata dal Tar nel luglio 2025, quando i giudici avevano accolto il ricorso della stessa Ivs Italia.
In quella sentenza, il tribunale amministrativo aveva evidenziato come l’ente avesse utilizzato criteri non previsti dal bando originario, in particolare legati al contenuto calorico e alla qualità nutrizionale dei prodotti. Elementi che, secondo il Tar, non potevano essere introdotti successivamente, dal momento che la gara prevedeva l’assegnazione basata esclusivamente sull’offerta economicamente più vantaggiosa.
A seguito della decisione, l’azienda ospedaliera aveva riammesso Ivs Italia e un altro concorrente, riaprendo la fase di valutazione e arrivando infine alla nuova aggiudicazione dello scorso febbraio. Ma proprio quell’esito è ora nuovamente contestato, riaccendendo una «guerra» legale che sembra tutt’altro che conclusa. Una partita che si gioca tra carte bollate e procedure amministrative e che, dopo quasi tre anni, resta ancora aperta.






