di Giovanni Cardarello
Una vistosa infiltrazione di acqua piovana dal tetto sta creando forte preoccupazione all’interno dell’ospedale San Matteo degli Infermi di Spoleto, in un’area particolarmente sensibile della struttura. Lo scrive, riprendendo una specifica denuncia dell’organizzazione sindacale Fsi-Usae, l’edizione oggi in edicola de Il Messaggero edizione Umbria in un articolo a firma Ilaria Bosi.
Il problema si è manifestato lungo il corridoio del cosiddetto ‘percorso sporco’, in prossimità della sala operatoria 2, adibita agli interventi di oculistica. L’acqua scende lungo una parete, creando una macchia di umidità e, come denunciato dal sindacato, portando all’accumulo di muffa e alla formazione di un «ampio buco nella parete stessa». A fronte di questa situazione, ritenuta grave e importante, il Fsi-Usae, ha inviato una comunicazione alla direzione di presidio, al servizio patrimonio e manutenzioni della Usl Umbria 2 con in copia la direzione generale e il responsabile del servizio prevenzione dell’azienda sanitaria.
Nella lettera datata 20 novembre, scrive Il Messaggero, il sindacato ha richiesto «un sopralluogo urgente da parte delle autorità competenti». L’obiettivo è valutare l’idoneità dei locali, in particolare sotto il profilo della sicurezza e della salute dei lavoratori. «Le infiltrazioni d’acqua e la presenza di muffa – si legge nella nota del sindacato – potrebbero rappresentare un serio pericolo per la salute».
Una questione si intreccia, in modo diretto, con i recenti lavori di ristrutturazione eseguiti nella stessa area da una ditta esterna. A tal proposito il sindacato ha chiesto conferma e chiarimenti in merito, in quanto alcuni membri del personale ospedaliero associano l’attuale danno proprio a quegli interventi. Una circostanza che in ogni caso resta comunque da accertare.
La vicenda delle infiltrazioni riaccende i riflettori sullo stato generale dell’ospedale, per il quale erano stati programmati, tra il 2018 e il 2023, due diversi interventi di miglioramento sismico. Interventi che, tuttavia, sono rimasti finora al palo. Basti pensare che di recente è stato revocata la commessa alla società di Modena incaricata di redigere lo studio di fattibilità tecnico-economica per i progetti.
La revoca è stata disposta con delibera del direttore generale, conclude Il Messaggero, in quanto si è resa necessaria «una diversa prestazione tecnica» consistente nella predisposizione di due documenti di indirizzo della progettazione. Documenti indispensabili per l’avvio delle successive fasi e da redigere secondo due diverse linee di finanziamento.






