di S.F.
«Il confronto con il preventivo 2025 evidenza una sostanziale riduzione di risorse disponibili ed impiegate». Lo mette nero su bianco l’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni nell’adottare il bilancio economico di previsione per il 2026. La relazione è firmata dal direttore generale Andrea Casciari, dal dirigente Simone Sodano e dal direttore amministrativo Doriana Sarnari.
IL BILANCIO PREVENTIVO 2026 E IL PIANO DEGLI INVESTIMENTI DA 71 MILIONI (.PDF)

Nel documento ci sono i confronti sia con il bilancio di previsione 2025 sia con quello di esercizio del 2024. Nel paragone con quest’ultimo i vertici dell’azienda danno «evidenza della significativa contrazione delle risorse disponibili: ricavi e costi sono previsti in decremento rispettivamente del 7% e del 10%, evidenziando una peculiarità dei budget previsionali, caratterizzati dalla parzialità delle assegnazioni regionali e dalla fissazione di tetti di spesa della spesa farmaceutica per acquisti diretti e per dispositivi medici». In ogni caso, in meriti ai contributi vincolati, l’ospedale ricorda che la maggior parte che l’ufficializzazione dell’assegnazione «avverrà solo in seguito all’adozione di specifici atti di riparto e dell’accordo tra Stato e Regioni sulla ripartizione del Fsn 2025». Per ora dunque è meramente prudenziale.
IL PRONTO SOCCORSO NEL 2025 A TERNI: OLTRE 55.500 ACCESSI

Capitolo mobilità. Quella introregionale per il 2026 è quantificata in 347 milioni di euro, quella extraregionale a 20 milioni di euro. Interessante anche il passaggio sui ricoveri (24.013 contro i 24.454 del 2024): «Nell’anno 2025 si registra una contrazione del numero dei ricoveri ordinari ed un incremento di quelli diurni». Per la medio-bassa specialità per residenti in Umbria la percentuali di decremento è pari al 2,9%. Bene l’alta specialità per pazienti che vivono sul territorio regionale, con un incremento del 7,5% nel confronto con il 2024 (+28% rispetto all’ultimo anno pre Covid, il 2019). «Tali dati evidenziano che l’azienda ospedaliera di Terni non solo continua ad essere, anzi si pone sempre di più come punto di riferimento per i cittadini dell’Umbria per le attività di elevata complessità, in tal modo contribuendo alla riduzione della mobilità passiva extraregionale, così come richiesto dai competenti uffici regionali», viene specificato nella relazione.

Segno positivo anche per il settore extraregionale, in costante incremento: «Nel 2025 il numero dei ricoveri provenienti da altre regioni è sostanzialmente stabile rispetto al 2024 (+0,2%), mentre il dato relativo ai volumi finanziari registra un aumento del 4,1%. La ripresa dell’andamento positivo fa ipotizzare che la via verso il recupero del bacino di utenza extraregionale, dopo il forte stop subito negli anni 2020 e 2021 a causa della pandemia, sia attualmente in corso, in modo da poter pensare ad un, seppure faticoso, riavvicinamento ai risultati registrati fino al 2019. D’altronde tale settore di attività ha tradizionalmente costituito una delle caratteristiche di eccellenza dell’azienda ospedaliera di Terni». Bene anche le prestazioni chirurgiche (+5,3%), che denotato un «incremento della complessità della casistica trattata, così come dimostrato dalla elevata crescita del peso medio dei Drg (da 1,28 a 1,33)».

Per quel che concerne il costo del personale, il previsionale 2026 fa registrare un aumento del +4,67% per un valore di 4,8 milioni di euro (il totale sfiora i 110 milioni di euro). «Si rappresenta che questa azienda ha dato sempre applicazione alle norme ed ai conseguenti accordi regionali sulla stabilizzazione dei precari, ivi comprese quelle in corso per gli aventi diritto entro il 31 dicembre 2024, con il precipuo intento di valorizzare e fidelizzare le risorse umane presenti», la puntualizzazione. Infine la programmazione degli investimenti con il piano triennale da 71 milioni di euro con relative fonti: si parla in particolar modo del miglioramento sismico con fondi regionali/Pnrr (struttura principale, neurofisiopatologia), potenziamento della rete ospedaliera (malattie infettive, pneumologia, terapia intensiva, pronto soccorso), sicurezza (antincendio, spegnimento automatico, ascensori ed adeguamento Cpi impianti).






