della d.ssa Maria Letizia De Luca
Già giudice del tribunale di Terni
Ho letto nella stampa locale che l’ipotesi di ristrutturazione ed ampliamento dell’attuale ospedale ‘Santa Maria’ di Terni non è stata neanche presa in considerazione dallo studio di ingegneria incaricato dalla Regione Umbria, studio che ha indicato come migliori aree per la realizzazione di un nuovo ospedale quelle di Campitello e di Maratta Sud, aree del tutto inidonee perché situate in zone con grandi problemi di inquinamento di varie fonti. Le persone sono al corrente dell’esistenza di un articolato progetto di ristrutturazione ed ampliamento dell’attuale ospedale, progetto redatto da uno studio professionale locale incaricato dal comitato ‘Salviamo e rilanciamo l’ospedale di Terni’?.
Terni: cinque aree per il nuovo ospedale. «Campitello e Maratta Sud le migliori». Dibattito aperto
Il progetto contiene la soluzione di tutte le problematiche ad oggi esistenti (ampliamento dei vani ascensori, del pronto soccorso, creazione di un blocco polifunzionale collegato con una bretella a quello esistente, creazione di un parcheggio multipiano da 600 posti auto ed infine la soluzione della staticità della struttura più antica). Il progetto riporterebbe l’ospedale all’eccellenza che ha avuto sino a pochi anni fa, tanto da essere riconosciuto nel 2010 tra i primi dieci ospedali d’Italia per la qualità dei servizi offerti e per l’alta professionalità del personale medico e paramedico.
Il progetto in questione è stato portato all’attenzione della presidente della Regione Stefania Proietti e della terza Commissione regionale. Non averlo considerato come ipotesi fattibile appare un’offesa alla nostra città di cui ha costituito, e può continuare a costituire, uno dei pilastri. Tanto è vero che per decenni ha richiamato pazienti da altre regioni. L’opzione ristrutturazione ed ampliamento appare, inoltre, la migliore anche sotto il profilo economico in quanto i lavori di realizzazione sarebbero totalmente finanziati dallo Stato ex legge n.67/1988 (articolo 20), non dovendo ricorrere a prestiti come previsto. Al contrario, nell’opzione di costruzione di un nuovo ospedale (con prestiti dall’Inail), avremmo dei costi enormemente più elevati.
È necessario inoltre evidenziare che nel corso degli ultimi venti anni sono state spese somme notevoli per rinnovare reparti, sale operatorie ed il pronto soccorso: tutto questo denaro pubblico è stato quindi speso inutilmente? L’ipotesi di ristrutturazione ed ampliamento consentirebbe di mantenere, poi, lo stretto collegamento tra l’ospedale e la facoltà di Medicina e consentirebbe, inoltre, di non dover continuare a cementificare altre aree della città già ampiamente urbanizzata, con un ulteriore consumo di suolo. L’opzione nuovo ospedale comporterebbe anche un progressivo peggioramento dei servizi sanitari territoriali, essendo la Regione obbligata a restituire il prestito contratto con l’Inail, con il pericolo concreto della creazione di un’azienda ospedaliera unica a Perugia.
Mi sono decisa a condividere queste riflessioni affinché le persone siano poste in condizione di conoscere tutti gli aspetti relativi alla problematica trattata in questa mia lettera. È fondamentale, infatti, che i mezzi di informazione svolgano questo compito così importante per l’intera società, compito sancito dalla Costituzione Repubblicana.






