di Giovanni Cardarello
L’ultima analisi del ‘Sistema nazionale di valutazione delle performance’ di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, evidenzia una realtà decisamente complessa per la sanità umbra. Una regione che, di fatto, si rivela a ‘doppia velocità’. Sì perché se da un lato spiccano risultati di eccellenza per i pronto soccorso di Perugia e Terni, dall’altro si accende un ‘allarme rosso’ sulla tempestività delle cure oncologiche, in particolare, presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Vediamo tutto nel dettaglio
Emergenza-urgenza di alto livello
Partiamo dall’eccellenza. In Umbria si registra un dato estremamente positivo nella gestione dell’emergenza e urgenza. Il rapporto Agenas, infatti, promuove entrambe le principali aziende ospedaliere dell’Umbria per l’efficienza dei loro pronto soccorso. Le due strutture, infatti, eccellono su parametri diversi ma complementari, dimostrando un’ottima capacità di governance e di gestione del flusso di pazienti.
Perugia leader nelle brevi attese
Il pronto soccorso del ‘Santa Maria della Misericordia’ di Perugia si conferma tra i reparti più efficienti d’Italia sul fronte dei tempi di permanenza. L’indicatore cruciale monitorato da Agenas è la percentuale di pazienti che trascorrono più di 8 ore in pronto soccorso. A Perugia questo dato si attesta a un 5-5,2%, un risultato che lo pone, stabilmente, tra i migliori nosocomi a livello nazionale. La performance è particolarmente significativa se confrontata con le lunghe attese riscontrate in molte altre strutture di città medio-grandi.
Terni eccellente nella riduzione del tasso di abbandono
Dal canto suo l’azienda ospedaliera ‘Santa Maria’ di Terni è promossa, con tanto di encomio, su un altro indice fondamentale dell’analisi di Agenas. Parliamo del tasso di abbandono del pronto soccorso. Un indicatore che misura nel dettaglio la percentuale di pazienti che, stanchi dell’attesa tra triage e visita, lasciano la struttura prima della visita stessa e del completamento delle cure. L’ospedale di Terni da questo punto di vista fa registrare la migliore performance in assoluto dell’Umbria e una delle migliori a livello nazionale. Segno di una gestione gestione del flusso che incentiva i pazienti a non lasciare l’ospedale e a completare il percorso clinico.
I ritardi nella chirurgia oncologica
Passando alle note dolenti, da registrare che il quadro di efficienza dimostrato nella gestione dell’emergenza-urgenza viene drasticamente offuscato dalle criticità emerse nel dato dell’ambito oncologico. Un settore per il quale la tempestività fa tutta la differenza tra l’aumento delle possibilità di guarigione e il decesso. In questo, Agenas ha analizzato le performance relative alla chirurgia per il tumore alla mammella ed ha misurato la percentuale di interventi eseguiti nell’arco di 30 giorni dalla diagnosi, parametro considerato standard a livello internazionale per definire il livello qualitativo delle cure. In questo ambito l’ospedale ‘Santa Maria della Misericordia’ di Perugia è segnalato tra quelli con ritardi maggiori in Italia. Il posizionamento finale e tra gli ultimi del ranking nazionale, a fianco di Cagliari.
Mentre altre eccellenze nazionali, vedi le aziende ospedaliere di Pisa, Modena e Verona, riescono a garantire l’accesso chirurgico in tempi rapidi, il dato di Perugia evidenzia un grave problema di organizzazione, di governance delle sale operatorie o di carenza di personale che impedisce l’immediato avvio del percorso terapeutico per le pazienti oncologiche. Per l’ospedale di Terni, invece, il report non evidenzia una critica specifica sui tempi di attesa per la chirurgia oncologica, ma il forte ritardo registrato a Perugia costituisce, di fatto, una criticità regionale di primaria importanza che richiede un intervento coordinato.
I dati
Entrando in un dettaglio maggiore del grafico presente sul portale di Agenas, possiamo leggere alcuni dati di confronto sulla qualità del Pne, il Programma nazionale esiti. Da questi dati emerge che l’ospedale di Perugia è spesso indicato con volumi e performance di esito, ad esempio bypass, mortalità post-IMA, che lo pongono in una fascia di alta qualità/specialità, superiore alla media nazionale e a quella di Terni per queste aree specifiche. L’ospedale di Terni, invece, come accennato mostra eccellenti risultati in termini di efficienza e tempestività di intervento, ad esempio le fratture del femore operate entro 48 ore, confermando anche l’alto livello di efficienza gestionale evidenziato da altre classifiche. In generale, entrambi gli ospedali offrono servizi di alta qualità, ma tendono a eccellere in ambiti diversi: Perugia nelle alte specialità e negli esiti clinici complessi, Terni nell’efficienza, tempestività di accesso e gestione operativa.
In conclusione, va registrato che il successo registrato nel contenimento dei tempi di attesa in pronto soccorso, dimostrato dai due ospedali di riferimento dell’Umbria, è un risultato di gestione lodevole e misurabile, che testimonia l’efficacia delle procedure di triage e di presa in carico. Tuttavia, questo successo coesiste con un grave ritardo nelle tempistiche di cura oncologica, come drammaticamente evidenziato nel caso di Perugia. Una disparità che impone un’azione immediata per affrontare le carenze strutturali e organizzative che impediscono l’immediato avvio del percorso terapeutico, al fine di allineare l’intera offerta sanitaria regionale agli standard di tempestività richiesti per le patologie tempo-dipendenti.






