di Giovanni Cardarello
Dopo l’ennesima settimana di disagi, ritardi e mancanti rimborsi e, alla vigilia del mese ‘nero’ delle chiusure di intere tratte, arriva benzina sul fuoco sulla già bollente questione dei pendolari umbri e del rapporto con Trenitalia. Ad alzare, se possibile, ancora di più la tensione arrivano le parole dell’assessore ai trasporti della Regione Umbria, Francesco De Rebotti. Parole cariche di sdegno e fastidio nei confronti di Trenitalia.
«Possiamo ritenere la risposta di Trenitalia – dichiara De Rebotti in una nota – del tutto insoddisfacente: nessuna disponibilità alla compartecipazione finanziaria rispetto alle agevolazioni tariffarie e tanto meno ad accogliere i pendolari in convogli di classe superiore a quella dei loro abbonamenti». La polemica prende le mosse dalla risposta del Gruppo FS alla pluralità di proposte operative formulate dallo stesso De Rebotti, di concerto con la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. Proposte volte a ridurre i disagi per l’utenza del sistema di trasporto ferroviario umbro. Proposte messe nero su bianco a metà luglio
«In particolare – ricorda l’assessore De Rebotti – è stato richiesto di prevedere un meccanismo di agevolazioni tariffarie per i viaggiatori pendolari che da una parte riducesse il loro esborso mensile almeno nel periodo di massimo disagio, dall’altra consentisse di accedere anche a convogli non ricompresi nei loro abbonamenti senza aggravio di costi, vista la consistente riduzione dell’offerta ferroviaria complessiva». «Tale meccanismo – insiste l’assessore ai trasporti della Regione Umbria – avrebbe potuto contare sul finanziamento della Regione Umbria con una necessaria compartecipazione da parte di Trenitalia». Ma non solo. «Parallelamente si sono avanzate richieste a RFI per un immediato ritorno in linea direttissima dell’Intercity 598 e un potenziamento della capacità di accoglienza del treno 4106 con partenza da Roma alle 17.20».
Ma come accennato la risposta alle proposte è stata ritenuta insoddisfacente. E ne spiega il motivo «Esclusiva ‘concessione’ – prosegue De Rebotti – è quella di accettare i pendolari umbri su itinerari più lunghi rispetto alla soluzione ottimale senza aggravio di costi (per andare da Perugia a Roma si può quindi passare da Terontola invece che per Foligno-Terni-Orte). La beffa finale è, oltretutto, che lo stesso operatore richiede alla Regione Umbria il pagamento dei disservizi, ossia vorrebbe addebitare ai contribuenti umbri i servizi autobus sostitutivi dei treni che vengono soppressi, per un ammontare di quasi un milione di euro».
«Rigettiamo la richiesta – conclude De Rebotti – ricordando che, già in epoca non sospetta, le Regioni, nell’ambito della conferenza unificata, hanno evidenziato di non poter sopportare il carico derivante dal finanziamento dei servizi sostitutivi dovuti ai lavori Pnrr e che gli stessi dovevano essere sostenuti da RFI con finanziamenti europei. La misura sembra colma». Talmente colma che l’esecutivo della Regione Umbria ha dato mandato agli uffici di verificare la materia nella sua complessità, considerando e controllando, i termini del contratto di servizio siglato, «al fine di tutelare i legittimi interessi dei cittadini umbri».
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