di Giovanni Cardarello
E alla fine anche un uomo di campo e di grande esperienza come Piero Braglia ha gettato la spugna ed il Perugia è di nuovo senza tecnico. Si tratta della terza volta della gestione Faroni-Borras, la terza crisi tecnica nell’arco di meno di dodici mesi, il quarto tecnico ‘bruciato’.
I precedenti, ricordiamo, sono Alessandro Formisano alla guida del Grifo dalla 1° all’11° giornata della stagione 2024/2025, Lamberto Zauli sulla tolda di comando dalla 1° alla 27° dello stesso campionato, Vincenzo Cangelosi tecnico biancorosso dalla 28° alla 38° della passata stagione e dalla 1° alla 5° di quella attuale e, infine, Piero Braglia subentrato alla 6° e dimesso dall’incarico dopo la 10°.
Un percorso frutto di idee tecnicamente e tatticamente poco chiare, un percorso che indica scarsa programmazione, zero investimenti e un bottino complessivo di 50 punti in 48 partite, frutto di 11 vittorie, 17 pareggi e ben 20 sconfitte per una striminzita media punti di 1,04 a partita. Un vero e proprio film horror, sportivamente parlando, che nessuno – nemmeno i più accaniti contestatori dell’ex presidente Santopadre e i più fervidi sostenitori del nuovo corso – poteva immaginare.
Ma il passato è alle spalle e non è modificabile mentre sul futuro si può e si deve lavorare, sempre che se ne abbia la forza e la voglia. E il futuro è la scelta, assolutamente da non sbagliare, che avrà il compito di far ripartire la navigazione del Perugia. La necessità, improcrastinabile, è di bloccare la striscia di sconfitte consecutive a due passi dal record negativo assoluto della storia del club.
I nomi in ballo per la panchina biancorossa sono tre. Il favorito è Giorgio Gorgone, ex Lucchese e già in ballottaggio con Braglia il mese scorso; poi Gaetano Fontana, ex Gubbio e Latina, intravisto di recente in tribuna a seguire il Perugia ma al momento ancora non contattato dal club. E Luigi Giorgi, già a libro paga in quanto tecnico della squadra Primavera.
‘Il Corriere dell’Umbria‘ mette in corsa anche Modesto e Dal Canto ma sullo sfondo. Il nodo, a ottobre come a settembre, è uno e uno solo: il costo dello staff. Staff che Gorgone non voleva, staff che Braglia ha accettato, pagandone le conseguenze a livello sportivo, staff che rappresenta una voce di spesa e che fa, inevitabilmente, scendere l’offerta per il nuovo tecnico a cifre relativamente basse e per di più con un orizzonte temporale al 30 giugno 2026. La scelta definitiva dovrebbe in ogni caso arrivare entro mercoledì.
E a proposito di orizzonte e prospettive, da registrare – come riferisce ‘Il Messaggero Umbria‘ – un nuovo contatto tra Comune e società. «Stiamo cercando di fare il possibile, nei limiti delle nostre possibilità e del nostro ruolo, per cercare di contribuire a una soluzione utile a uscire da questa situazione, non ce ne stiamo fermi a guardare» dichiara l’assessore comunale allo sport Pierluigi Vossi, spiegando il ruolo dell’amministrazione comunale nella crisi del Grifo.
La chiusura è per il contenzioso tra il già citato Santopadre e Faroni. Un contenzioso nel quale l’ex presidente rivendica il 30% della cifra concordata all’atto della cessione del club. I due protagonisti si sono affrontati in tribunale a Roma lo scorso 15 ottobre ma il verdetto, come spiega ‘La Nazione‘, non ci sarà prima di marzo 2026.
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