di Giovanni Cardarello
«Serve una scossa, per questo motivo rimetto il mio mandato alla società. Dopo li informerò». E ancora, «facciamo troppa fatica». E soprattutto, «nessun problema con i giocatori, lo faccio anche per loro». Con queste parole laconiche, cariche di delusione e di un discreto disappunto, l’allenatore del Perugia Calcio Piero Braglia, appena dopo la sconfitta per 3 a 0 maturata in quel di Pineto (la quinta consecutiva sotto la sua gestione), ha comunicato ufficialmente il suo intento di dimettersi da allenatore del Grifo.
Una decisione per alcuni versi inevitabile visto che Braglia, chiamato al capezzale del club guidato dagli argentini Faroni e Borras, non solo non è riuscito a dare la scossa necessaria ma nell’arco del suo ‘governo’, cinque match da quello di esordio con la Sambenedettese il 23 settembre al k.o. con il Pineto del 19 ottobre, ha ottenuto uno score di cinque sconfitte, un gol fatto, nove subiti e – sul piano personale – due espulsioni. In sostanza in tre match in panchina è stato mandato anzitempo negli spogliatoi due volte.
Un ruolino di marcia che un uomo di campo e di esperienza come Braglia non può che valutare autonomamente. Ma la realtà è chiara: se due tecnici di lungo corso come Cangelosi e lo stesso Braglia non riescono ad incidere sulla tecnica, sulla tattica, sulla tenuta fisica e soprattutto sulla testa dei calciatori, lo scenario, impensabile a inizio stagione, di una retrocessione in serie D si fa sempre più concreto. Ma cosa succede adesso? Gli scenari che umbriaOn è riuscito a ricostruire nel concitato post partita sono almeno tre.
Il primo, ad oggi forse il più realistico, è che la società respinga le dimissioni e dia pieni poteri a Braglia. Il secondo, una soluzione interna: del resto il Perugia, per stessa ammissione del direttore generale Borras, perde 500 mila euro al mese e mettere a libro paga un nuovo allenatore non è nelle possibilità. La soluzione sarebbe quella del tecnico della Primavera Luigi Giorgi, ad oggi sotto contratto fino al 30 giugno 2026. La terza, la meno plausibile, un clamoroso ritorno di Cangelosi anche se le norme federali non dovrebbero consentirlo. Nelle prossime ore capiremo.. In aggiornamento






