di Giovanni Cardarello
Sono ore di estrema tensione e incertezza in casa del Perugia Calcio. Il club di Pian di Massiano si trova davanti a un bivio che potrebbe segnare la storia recente del Grifo. Da un lato, le indiscrezioni su una trattativa serrata per il passaggio del 100% delle quote societarie; dall’altro, le parole del direttore generale, Hernán García Borras, che in una conferenza stampa definita «necessaria» ha cercato di fare luce sulle reali condizioni della società.
Il bivio societario: cessione totale o ridimensionamento
Secondo quanto emerge dall’analisi dello stato delle negoziazioni, il Perugia non sembra più poter percorrere la strada delle soluzioni intermedie. Nonostante le voci su un possibile ingresso di partner di minoranza (intorno al 30%), il tema – in base a quanto appreso da umbriaOn -è quello di una discussione che non ammette zone grigie: al centro del tavolo c’è la cessione dell’intero pacchetto azionario.
Senza un cambio di governance totale e immediato, il rischio è quello di un ulteriore, drammatico ridimensionamento sportivo ed economico, con scenari che evocano le difficoltà vissute recentemente lato Ternana. La sostenibilità del progetto, alle condizioni attuali, appare arrivata al capolinea: la piazza chiede trasparenza e la sensazione è che si sia giunti all’ultima chiamata per evitare rischi importanti.

Le verità di Borras: «Aperti a tutto ma mancano le offerte»
A fare da contrappunto a questo clima di tensione sono arrivate nella conferenza stampa di venerdì mattina, le dichiarazioni di Borras. Il direttore generale del Perugia ha spiegato di aver indetto la conferenza stampa per smentire informazioni errate circolate nei giorni scorsi, negando missioni in Argentina e ribadendo il lavoro svolto in Spagna. «Siamo costretti a valutare la situazione» ha dichiarato, citando anche motivi di salute che hanno colpito il presidente, fattore che lo avrebbe spinto ad «aprire la porta» a nuovi compagni di viaggio.
Tuttavia, il dato più significativo emerso è la mancanza di concretezza: «Ben 34 imprenditori hanno sollecitato informazioni, ma nessuno ha presentato offerte ufficiali». Hernán García Borras ha rivendicato la sana gestione economica del club: «In due anni abbiamo pagato tutti, mentre in diciotto mesi nel nostro girone sono fallite quattro società», pur ammettendo gli errori sportivi di una stagione definita «pessima».
Il futuro tecnico: Tedesco e il nodo direttore sportivo
Sul fronte tecnico, l’intenzione della società è quella di confermare Tedesco in panchina, dopo il suo arrivo in una fase d’emergenza. Più complessa la situazione legata al direttore sportivo. «Se Riccardo Gaucci accetterà questo progetto, potrà rimanere» ha chiarito Borras, aggiungendo che in caso contrario si cercheranno altre figure, restando però nell’ambito perugino.
Intanto, la programmazione per la prossima stagione sembra essere già partita, con il ritiro fissato per il 13 luglio. Resta però l’interrogativo di fondo: con quale proprietà, con quale progetto sportivo e con quale budget il Perugia si presenterà ai nastri di partenza della prossima serie C? Come sempre in questi casi le citazioni d’obbligo sono due, il Battisti de ‘lo scopriremo solo vivendo’ e soprattutto il manzoniano ‘Ai posteri l’ardua sentenza’. Tertium non datur.






