di Giovanni Cardarello
Scoppia la polemica al Liceo Classico e Musicale ‘Annibale Mariotti’ di Perugia dopo l’adozione del regolamento per l’attivazione e la gestione della cosiddetta ‘carriera alias’. La Carriera Alias è un protocollo interno adottato da molte scuole e università in Italia per tutelare l’identità di genere degli studenti in transizione.
Si tratta di un accordo riservato tra lo studente (o la sua famiglia, se minorenne) e l’istituto, che consente di utilizzare un ‘nome di elezione’ (alias) diverso da quello anagrafico. Questo nome viene utilizzato in tutti i contesti e documenti interni alla scuola (registro elettronico, liste di appello, comunicazioni interne), con l’obiettivo di garantire il benessere psicologico e un ambiente sereno allo studente che non si riconosce nel sesso assegnato alla nascita.
È fondamentale sottolineare che il protocollo ha valore esclusivamente interno: i documenti ufficiali, come pagelle e diplomi, mantengono sempre il nome anagrafico e legale. La decisione, assunta da uno degli istituti storici e più prestigiosi del territorio, ha suscitato l’immediata e decisa reazione della Lega Umbria, che bolla la scelta come «grave e pericolosa».
A intervenire con una nota stampa è Simone Pillon, responsabile delle politiche familiari della Lega Umbria, che ha espresso «forte preoccupazione» per l’iniziativa, definendola una vera e propria «resa all’ideologia gender woke». Il cuore della critica mossa da Pillon è duplice. In primo luogo, l’introduzione della carriera alias viene vista come un potenziale incentivo a percorsi di transizione sociale che, a suo dire, «spesso preludono a trattamenti ormonali e chirurgici su minorenni». Pillon solleva riserve, richiamando le «numerose e autorevoli riserve della comunità scientifica sui pesanti e irreversibili effetti collaterali di tali pratiche».
In secondo luogo, la misura è accusata di minare la serenità dell’ambiente scolastico, generando «disagio e incertezza» tra gli studenti, in contrasto con la necessità di tutelare un ambiente sempre sereno. «L’introduzione di queste misure rischia di generare situazioni di disagio e incertezza per gli studenti che devono poter contare su un ambiente sempre sereno e adeguatamente tutelato. Un rischio inaccettabile, che una scuola dovrebbe prevenire con la massima fermezza», si legge nella nota. Secondo l’esponente della Lega Umbria, l’adozione della carriera alias rappresenta un «passo pericoloso verso forme di indottrinamento» che deviano dalla missione educativa tradizionale dell’istituto.
«Gli istituti scolastici dovrebbero essere luoghi in cui si trasmettono conoscenze, valori condivisi e senso critico, non laboratori in cui sperimentare costruzioni ideologiche che rischiano di confondere i ragazzi e di esporli a pressioni psicologiche indebite, ha aggiunto Pillon, viene inoltre sottolineato il rischio che una scelta di questo tipo “metta a repentaglio la riservatezza degli studenti».
Di fronte a quanto definito un «progetto ideologico», Simone Pillon ha lanciato un appello diretto alla dirigenza del Liceo Mariotti, auspicando che l’Istituto «voglia riconsiderare questa decisione e sospendere immediatamente il progetto». La nota conclude con l’annuncio di un’azione politica più incisiva: «In ogni caso, mi riservo di interpellare il ministero dell’Istruzione e del Merito, per valutare la liceità e la conformità della scelta adottata dal Liceo Mariotti e per procedere ad un’ispezione per verificare la regolarità di quanto imposto». L’obiettivo dichiarato è ribadire che «la tutela dei minori e il rispetto della sicurezza e della privacy vengono prima di ogni sperimentazione ideologica».






