di Giovanni Cardarello
Alla vigilia dell’edizione 2026 dell’Umbria Pride, in programma a Perugia per sabato 13 giugno, il clima politico cittadino si surriscalda. Ad accendere la miccia della polemica politica è una scelta inedita dell’amministrazione guidata dalla sindaca Vittoria Ferdinandi: per la prima volta nella storia del capoluogo umbro, la bandiera del Pride è stata esposta sulla facciata di palazzo dei Priori. Un gesto simbolico che ha immediatamente innescato la durissima reazione della Lega.

La prima volta del Comune e le adesioni
L’annuncio dell’esposizione del vessillo arcobaleno è arrivato da Lorenzo Ermenegildi Zurlo, capogruppo del Pd e consigliere comunale delegato alle politiche antidiscriminatorie. Ermenegildi Zurlo ha rivendicato la scelta come «un gesto simbolico ma dal forte valore politico e istituzionale, con cui la città afferma il proprio sostegno alla comunità Lgbtqia+ e il proprio impegno contro ogni forma di discriminazione». L’atto precede la grande sfilata di sabato, che partirà alle ore 16 da piazza Fortebraccio per concludersi in piazza della Repubblica, e che gli organizzatori di Omphalos definiscono già come «l’edizione più partecipata di sempre», forte dell’adesione di oltre 60 organizzazioni del territorio, inclusi Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.
L’attacco della Lega: «Palazzo dei Priori è la casa di tutti»
La replica del centrodestra non si è fatta attendere. In una nota congiunta, Paola Fioroni (già vice presidente dell’assemblea legislativa) e Giacomo Areni (segretario comunale della Lega Perugia) hanno definito la decisione «profondamente sbagliata, inopportuna e ideologica». «La questione politica – spiegano i due esponenti del Carroccio – non riguarda il rispetto dovuto a ogni persona o il contrasto alle discriminazioni, che devono essere patrimonio comune, ma il fatto che Palazzo dei Priori è la casa di tutti i perugini. Non può essere utilizzato come supporto simbolico di una specifica manifestazione politico-identitaria, peraltro minoritaria».
Secondo la Lega, le istituzioni dovrebbero mantenere un profilo di sobrietà e neutralità, senza trasformarsi in uno «strumento di adesione alla propaganda gender o a una specifica agenda politico-identitaria». Nel comunicato, Fioroni e Areni rivendicano inoltre le battaglie nazionali del partito guidato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sul consenso informato scolastico in materia di sessualità e identità di genere, invitando ironicamente gli attivisti e gli esponenti della sinistra a manifestare nei propri circoli o nei cortei «senza alcun coinvolgimento istituzionale del nostro Comune». La Lega lancia infine un’accusa di ipocrisia al fronte progressista, richiamando le recenti tensioni politiche nazionali e le espressioni rivolte dal deputato M5S Francesco Silvestri alla premier Giorgia Meloni.
Richiesta di chiarimenti formali e regolamenti
Il Carroccio non si limita alla contestazione politica, ma chiede all’esecutivo di palazzo dei Priori di fare chiarezza formale sull’iter che ha portato all’esposizione della bandiera. I leghisti interrogano l’amministrazione per sapere «con quale atto sia stata autorizzata l’esposizione, quale organo abbia assunto la decisione (se la Giunta o un atto del Sindaco) e se esista una normativa nazionale o un regolamento prefettizio e comunale in materia». La proposta avanzata dall’opposizione è quella di definire un regolamento chiaro e generale valido per tutti: «Diversamente – concludono Fioroni e Areni – si apre un precedente pericoloso: ogni amministrazione potrà usare il palazzo comunale per affermare la propria agenda culturale e politica».

La contro-replica e la solidarietà del Pd a Ermenegildi Zurlo
In seguito alle polemiche e agli attacchi social delle ultime ore, il Partito Democratico di Perugia e il suo gruppo consiliare hanno espresso «ferma condanna per i gravi insulti e le minacce omofobe rivolte al capogruppo Lorenzo Ermenegildi Zurlo», difendendo la piena legittimità dell’iniziativa.
Il gruppo consiliare Dem: «Violenza inaccettabile, la bandiera arcobaleno resta al suo posto»
«Esprimiamo la più ferma condanna per i commenti d’odio rivolti a Lorenzo Ermenegildi Zurlo – si legge in una nota del gruppo consiliare del Pd al Comune di Perugia -. Questa non è libertà d’opinione, è violenza. L’esposizione della bandiera è un gesto civile, pienamente legittimo sul piano istituzionale e attuato nel rispetto delle normative vigenti (Legge 22/1998 e D.P.R. 121/2000) e del cerimoniale di Stato. Di fronte a episodi di intolleranza non possono esserci silenzi: il Pd è da sempre dalla parte dei diritti e della dignità. Al nostro capogruppo e alla comunità LGBTQ+ va la nostra incondizionata solidarietà. Domani saremo presenti al Pride: la bandiera resta dov’è, perché i diritti non si arrendono all’odio».






