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Home » Perugia: scontro sulla bandiera Pride a palazzo dei Priori. La Lega attacca la giunta. Il Pd replica

Perugia: scontro sulla bandiera Pride a palazzo dei Priori. La Lega attacca la giunta. Il Pd replica

Il vessillo arcobaleno esposto sul palazzo comunale accende il dibattito politico alla vigilia del corteo. L'opposizione chiede chiarimenti

di Redazione
12 Giugno 2026
in Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
Foto Facebook Lorenzo Ermenegildi Zurlo

Foto Facebook Lorenzo Ermenegildi Zurlo

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di Giovanni Cardarello

Alla vigilia dell’edizione 2026 dell’Umbria Pride, in programma a Perugia per sabato 13 giugno, il clima politico cittadino si surriscalda. Ad accendere la miccia della polemica politica è una scelta inedita dell’amministrazione guidata dalla sindaca Vittoria Ferdinandi: per la prima volta nella storia del capoluogo umbro, la bandiera del Pride è stata esposta sulla facciata di palazzo dei Priori. Un gesto simbolico che ha immediatamente innescato la durissima reazione della Lega.

Foto Facebook Lorenzo Ermenegildi Zurlo

La prima volta del Comune e le adesioni

L’annuncio dell’esposizione del vessillo arcobaleno è arrivato da Lorenzo Ermenegildi Zurlo, capogruppo del Pd e consigliere comunale delegato alle politiche antidiscriminatorie. Ermenegildi Zurlo ha rivendicato la scelta come «un gesto simbolico ma dal forte valore politico e istituzionale, con cui la città afferma il proprio sostegno alla comunità Lgbtqia+ e il proprio impegno contro ogni forma di discriminazione». L’atto precede la grande sfilata di sabato, che partirà alle ore 16 da piazza Fortebraccio per concludersi in piazza della Repubblica, e che gli organizzatori di Omphalos definiscono già come «l’edizione più partecipata di sempre», forte dell’adesione di oltre 60 organizzazioni del territorio, inclusi Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

L’attacco della Lega: «Palazzo dei Priori è la casa di tutti»

La replica del centrodestra non si è fatta attendere. In una nota congiunta, Paola Fioroni (già vice presidente dell’assemblea legislativa) e Giacomo Areni (segretario comunale della Lega Perugia) hanno definito la decisione «profondamente sbagliata, inopportuna e ideologica». «La questione politica – spiegano i due esponenti del Carroccio – non riguarda il rispetto dovuto a ogni persona o il contrasto alle discriminazioni, che devono essere patrimonio comune, ma il fatto che Palazzo dei Priori è la casa di tutti i perugini. Non può essere utilizzato come supporto simbolico di una specifica manifestazione politico-identitaria, peraltro minoritaria».

Secondo la Lega, le istituzioni dovrebbero mantenere un profilo di sobrietà e neutralità, senza trasformarsi in uno «strumento di adesione alla propaganda gender o a una specifica agenda politico-identitaria». Nel comunicato, Fioroni e Areni rivendicano inoltre le battaglie nazionali del partito guidato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sul consenso informato scolastico in materia di sessualità e identità di genere, invitando ironicamente gli attivisti e gli esponenti della sinistra a manifestare nei propri circoli o nei cortei «senza alcun coinvolgimento istituzionale del nostro Comune». La Lega lancia infine un’accusa di ipocrisia al fronte progressista, richiamando le recenti tensioni politiche nazionali e le espressioni rivolte dal deputato M5S Francesco Silvestri alla premier Giorgia Meloni.

Richiesta di chiarimenti formali e regolamenti

Il Carroccio non si limita alla contestazione politica, ma chiede all’esecutivo di palazzo dei Priori di fare chiarezza formale sull’iter che ha portato all’esposizione della bandiera. I leghisti interrogano l’amministrazione per sapere «con quale atto sia stata autorizzata l’esposizione, quale organo abbia assunto la decisione (se la Giunta o un atto del Sindaco) e se esista una normativa nazionale o un regolamento prefettizio e comunale in materia». La proposta avanzata dall’opposizione è quella di definire un regolamento chiaro e generale valido per tutti: «Diversamente – concludono Fioroni e Areni – si apre un precedente pericoloso: ogni amministrazione potrà usare il palazzo comunale per affermare la propria agenda culturale e politica».

La bandiera a palazzo dei Priori

La contro-replica e la solidarietà del Pd a Ermenegildi Zurlo

In seguito alle polemiche e agli attacchi social delle ultime ore, il Partito Democratico di Perugia e il suo gruppo consiliare hanno espresso «ferma condanna per i gravi insulti e le minacce omofobe rivolte al capogruppo Lorenzo Ermenegildi Zurlo», difendendo la piena legittimità dell’iniziativa.

Il gruppo consiliare Dem: «Violenza inaccettabile, la bandiera arcobaleno resta al suo posto»

«Esprimiamo la più ferma condanna per i commenti d’odio rivolti a Lorenzo Ermenegildi Zurlo – si legge in una nota del gruppo consiliare del Pd al Comune di Perugia -. Questa non è libertà d’opinione, è violenza. L’esposizione della bandiera è un gesto civile, pienamente legittimo sul piano istituzionale e attuato nel rispetto delle normative vigenti (Legge 22/1998 e D.P.R. 121/2000) e del cerimoniale di Stato. Di fronte a episodi di intolleranza non possono esserci silenzi: il Pd è da sempre dalla parte dei diritti e della dignità. Al nostro capogruppo e alla comunità LGBTQ+ va la nostra incondizionata solidarietà. Domani saremo presenti al Pride: la bandiera resta dov’è, perché i diritti non si arrendono all’odio».

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