Sarà scopero anche al tribunale di Terni, martedì 16 settembre, da parte dei ‘precari della giustizia’ per chiedere stabilizzazioni e assunzioni. Il rischio tangibile, infatti – sottolineato da chi ha indetto la protesta – è che da giugno la giustizia italiana debba fare i conti con qualche migliaio di addetti in meno, nella misura in cui non dovessero essere stabilizzati. Tradotto: la paralisi del sistema. Si tratta in particolare di addetti all’ufficio del processo, ma anche amministrativi, tecnici e operatori data entry. In un quadro già segnato da carenze di personale, la perdita dei precari costituirebbe un ‘colpo di grazia’ per il funzionamento dell’intera macchina giudiziaria. Terni compresa, dove infatti la protesta è sentita e partecipata.






