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Home » Progetto ‘UmbriaRad’, radioattività mappata

Progetto ‘UmbriaRad’, radioattività mappata

di Simone Francioli
28 Giugno 2016
in Ambiente e salute, Attualità, Dal territorio
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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Un progetto per la realizzazione di una carta dettagliata della radioattività naturale dell’Umbria. È ‘UmbriaRad’, condotto dal servizio geologico della Regione e dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn): la raccolta è avvenuta tramite misure su campioni di roccia e suolo rappresentativi di tutte le varietà litologiche affioranti e dei suoli che ne derivano, e attraverso misure realizzate in volo da uno speciale velivolo, il RadGyro. Martedì mattina, dopo la conclusione dei prelievi di circa 300 campioni, è stato fatto il punto all’aviosuperficie di Monte Melino, a Magione, in occasione dell’arrivo del velivolo.

GUARDA IL VIDEO

Umbriarad 2Conoscenza ambientale L’assessore regionale Giuseppe Chianella, in merito all’attività di ricerca, ha spiegato che «ci permette di approfondire la conoscenza ambientale del territorio regionale, allineandoci ai più elevati standard mondiali. Nello sviluppo dei progetti per il monitoraggio, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute, in questo caso in particolare sulla radioattività naturale quale indispensabile elemento di studio della pianificazione territoriale e della conoscenza dei possibili elementi di rischio di un territorio, la Regione ha profuso grande impegno in termini di risorse umane, finanziarie e di strumenti, con un’importante integrazione fra enti di ricerca e amministrazioni locali. Il frutto di questo lavoro scientifico – ha concluso – sarà poi diffuso, oltre che ai professionisti del settore ambientale, alla cittadinanza in generale anche allo scopo di sensibilizzare la popolazione in maniera corretta».

umbriarad45La mappa della radioattività descrive la distribuzione dei radioisotopi naturali (238U, 232Th, 40K), che costituiscono la principale sorgente di radioattività terrestre. Sulla base della conoscenza di questo fondo naturale è possibile pianificare standard abitativi che mitighino la concentrazione di radon in ambienti interrati e seminterrati, studiare possibili contaminazioni radiologiche e basare futuri studi nel campo della geologia e della salute pubblica.
«UmbriaRad – spiega Andrea Motti, responsabile del progetto per la Regione Umbria – è un progetto di ricerca che rientra nell’ambito del più ampio Italrad (ITALian Radioactivity Project) esteso a tutto il territorio nazionale, che prevede la realizzazione della carta della radioattività naturale dell’Italia sulla base di misure del contenuto di radioisotopi naturali nelle rocce e nei suoli, effettuate con tecniche di spettroscopia gamma». Il responsabile del progetto Fabio Mantovani aggiunge che «queste ricerche valorizzano il know-how dell’Infn nelle tecnologie nucleari applicandole a temi strategici come la valorizzazione dell’ambiente e l’homeland security».

Le misure aeree di radioattività sono state realizzate a bordo del Radgyro, un velivolo di ricerca equipaggiato con un’innovativa piattaforma multiparametrica. Una quindicina di sorvoli hanno interessato le principali valli umbre e sono stati pianificati sulla base di uno studio multidisciplinare del territorio che comprende la valutazione della morfologia del territorio, le pendenze dei versanti, le caratteristiche litologiche e l’idrografia.; il progetto prevede inoltre uno studio dell’esposizione della popolazione umbra alla radioattività di origine cosmica sulla base di standard di riferimento internazionali.

Nei prossimi mesi si passerà all’analisi dei dati – team di ricerca Infn in collaborazione con il servizio geologico regionale – e i risultati finali saranno sintetizzati in specifiche elaborazioni cartografiche open data: nel corso del 2017 saranno divulgati agli enti locali e alle scuole.

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