«Una situazione insostenibilie, per i pazienti e per chi ci lavora. Terni continua ad essere presa d’assalto, è il pronto soccorso più tartassato in Umbria. Si può fare qualcosa fra organizzazione, personale, strumenti a disposizione?».
A chiederselo non è solo la persona che pone la domanda e che mercoledì mattina è rimasta impressionata dalla situazione del pronto soccorso dell’ospedale ‘Santa Maria’ di Terni: decine di persone fra chi attende o chi è stato già preso in carico, barellini giunti agli sgoccioli, uno stress che non si allenta – e men che meno si azzera – anche di notte, anche all’alba.
Una porta d’accesso per la sanità, il pronto soccorso, preferita per contiguità territoriale da chi vive nelle province limitrofe, ma pure da chi non ha risposte dal territorio e dalla sanità nel suo insieme, anche in termini di esami e liste di attesa. E alla fine passare ore su ore lì, sembra meno peggio che attendere mesi e mesi per una visita o un esame diagnostico.
E poi ci sono i pazienti ‘veri’, la maggioranza, che chiaramente vengono subito individuati con le loro priorità e necessità, peraltro in numero più consistente quando – con la stagione invernale – alcune patologie si fanno sentire maggiormente, soprattutto fra la popolazione anziana. E nel complesso la situazione resta di costante stress per tutti.
Basta comunque dare uno sguardo ai dati SanitApp dei pronto soccorso umbri, aggiornati alle ore 8.45 di mercoledì 10 dicembre, per avere una misura indicativa:
- Terni: 57 persone fra pazienti in attesa e in cura;
- Narni: 5 persone;
- Amelia zero;
- Spoleto: 17 persone;
- Cascia: zero;
- Pantalla: 7 persone;
- Foligno: 18 persone;
- Orveto: 6 persone;
- Norcia: zero;
- Assisi: 5 persone;
- Perugia: 26 persone;
- Città della Pieve: zero;
- Branca: 5 persone;
- Castiglione del Lago: 2 perone;
- Umbertide: zero;
- Città di Castello: 16 persone.






