di Giovanni Cardarello
La riattivazione del puunto nascita dell’ospedale ‘San Matteo degli Infermi’ di Spoleto compie un passo in avanti, ma il percorso resta in salita. Lo rivela il quotidiano ‘Il Messaggero Umbria‘. Nello specifico l’articolo spiega che l’associazione San Matteo ha reso noto che la richiesta di deroga da inviare al ministero della Salute è stata preparata dalla direzione generale della Usl Umbria 2. Come del resto annunciato dal direttore Roberto Noto durante un recente incontro a Terni.
Tuttavia, come sottolineato a ‘Il Messaggero‘ dal dottor Enzo Ercolani dell’associazione San Matteo, un elemento cruciale è ancora assente: il parere del Comitato percorso nascita regionale (Cpnr). La richiesta di deroga, infatti, per sua natura necessita in prima battuta del parere vincolante (favorevole o meno) del comitato regionale che, come sottolinea sempre l’associazione San Matteo, ha visto un cambio importante nella composizione. Con una delibera della giunta regionale del 16 ottobre scorso, infatti, al suo interno sono stati inseriti due professionisti spoletini ben noti in città.
Si tratta di Paola Angeli, dirigente ostetrica del ‘San Matteo degli Infermi’ e di Marco Trippetti, medico anestesista, esponente politico del Partito Democratico e presidente del consiglio comunale di Spoleto. Il Comitato percorso nascita regionale, Cpnr, ora è composto da 36 professionisti indicati dalle aziende sanitarie regionali e dalla Direzione salute e welfare. Ma curiosamente, come si legge all’atto numero 1045 della giunta regionale, non risulta individuato alcun rappresentante delle associazioni. Ruolo previsto dal regolamento istitutivo. È certo, invece, il ruolo del coordinatore scientifico che è stato affidato al dottor Guido Pennoni, direttore del dipartimento materno infantile della Usl Umbria 1.
Tornando al tema delicato del punto nascita di Spoleto, struttura «temporaneamente sospesa» a fine ottobre 2020 a seguito della riconfigurazione del ‘San Matteo degli Infermi’ in ospedale Covid, il dottor Ercolani, ha ricostruito a ‘Il Messaggero‘ le anomalie che avrebbero caratterizzato le precedenti richieste di deroga successive alla chiusura. «È interessante rilevare – spiega Ercolani – che nella precedente domanda di deroga il parere del Comitato regionale non era riportato, ad ulteriore dimostrazione che la soppressione del punto nascita non è scaturita da motivazioni tecniche, ma squisitamente politiche».
Ma non solo. Secondo l’associazione San Matteo, «l’attività del punto nascita fu inizialmente solo sospesa a causa dell’emergenza pandemica. La successiva domanda di deroga inviata dalla giunta Tesei-Coletto, definita come ‘piena di errori ed omissioni’, sarebbe stata di fatto solo il pretesto per poter procedere allo smantellamento del San Matteo». L’attenzione, ora, si concentra ora sui tempi e sulla decisione del Comitato percorso nascita, il cui parere sarà determinante per l’invio e l’esito della richiesta di deroga ministeriale.






