di M.L.S.
I rider ternani tornano a confrontarsi con il Comune. La prossima settimana è previsto un incontro con gli assessori allo Sviluppo economico Sergio Cardinali e al Commercio Stefania Renzi.
Sul tavolo le condizioni di lavoro dei ciclofattorini che nei giorni scorsi hanno protestato in strada con tanto di cartelli in mano per denunciare la loro situazione: spesso non vengono nemmeno iscritti nei contratti e sono costretti a lavorare in nero, senza parlare di chi usa i nomi dei Delivery per scopi illegali. Al tavolo di confronto verrà chiamato in causa anche il prefetto, come spiega Cardinali: «Si tratta di trovare soluzioni in grado di restituire sicurezza e igiene e decoro urbano, garantendo il più possibile i diritti degli operatori».
A Terni i rider non sono di certo pochi: «Io credo – spiega Alessio Badoglio, che insieme alla moglie Debora Millesimi, sono portavoce dei rider ternani – che tra le piattaforme Deliveroo e Glovo siamo più di un centinaio perché, solo nel gruppo nostro, siamo una sessantina ed è solo quello del Deliveroo, quindi più del centinaio, quelli ufficiali, sicuro».
«In attesa di una contrattazione collettiva, che normi delle condizioni di lavoro migliori per tutti i rider – aveva dichiarato nei giorni scorsi Cardinali unitamente all’assessore al Commercio Stefania Renzi – l’amministrazione comunale di Terni intende coinvolgere la prefettura, gli istituti assistenziali e provvidenziali promuovendo delle iniziative tese, da una parte a fare emergere le sacche di lavoro nero insite nell’attività e dall’altra a migliorare le condizioni di lavoro dei rider, attraverso la creazione di case dei rider, attraverso locali messi a disposizione per consentire le soste e il riposo».
I rider chiedono maggiore tutela, tutele contrattuali, sicurezza e igiene. Igiene anche per i cittadini, di fatto, spesso i prodotti vengono trasportati in sacchi di dubbia situazione igienica e consegnati a domicilio da soggetti diversi da quelli che figurano sul messaggio dell’ordine ricevuto.
«Alcuni lavoratori incontrati – spiega Cardinali – denunciano l’utilizzo di più account da parte di un unico soggetto e la cessione della consegna in itinere a soggetti sconosciuti dal sistema. Tutto questo rende impossibile un sistema di controllo. La spinta a correre – aggiunge l’assessore – dipende dalle condizioni di competizione imposte. È l’algoritmo a stabilire quale sia il tempo necessario per una consegna e la strada da percorrere, discriminando i lavoratori. La prestazione condiziona l’accesso al lavoro, premiando chi ottiene un punteggio più alto rispetto agli altri ed escludendo progressivamente dal sistema i meno performanti».
L’altra faccia della sicurezza riguarda i cittadini fruitori del servizio ormai sempre più diffuso, che potrebbero vedersi arrivare in casa, insieme alla pizza, soggetti non identificati nel momento in cui sprovvisti di alcun rapporto codificato con l’azienda.
Dopo la scossa, dunque, il motore si è messo in moto. L’assessore Cardinali assicura impegno. «Cardinali ha preso molto seriamente questa nostra problematica – spiega Alessio Badoglio – stiamo lavorando a un progetto che vorremmo portare all’attenzione nazionale e che potrebbe essere importante anche per altri Comuni. Con gli assessori Cardinali e Renzi – conclude Badoglio – ci vedremo di nuovo in settimana per valutare come procedere».