di Giovanni Cardarello
Al centro del dibattito politico regionale finisce la gestione della salute mentale nella Usl Umbria 1. A sollevare il caso è il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Andrea Romizi, che ha presentato un’interrogazione alla giunta guidata da Stefania Proietti, a seguito di numerose segnalazioni riguardanti la distribuzione dei farmaci di fascia C presso i Centri di salute mentale (Csm).

La denuncia di Romizi: «Servizi ridotti e pazienti fragili penalizzati»
Secondo l’esponente dell’opposizione, al personale dei Csm sarebbe stato indicato di non consegnare più ai pazienti i farmaci di fascia C per uso domiciliare. Un servizio finora garantito per assicurare la continuità delle cure. «Pretendere che un paziente fragile si rechi in struttura più volte al giorno per assumere la terapia è una scelta priva di senso logico e clinico», attacca Romizi. L’esponente del centrodestra paventa il rischio di un abbandono dei percorsi terapeutici da parte di chi già fatica ad accettare la propria patologia.
Romizi punta il dito anche contro una possibile logica di risparmio: «Se l’obiettivo fosse il risparmio, dopo l’aumento delle tasse varato dall’amministrazione Proietti, la Usl1 dovrebbe agire sull’appropriatezza prescrittiva e non sulla riduzione dei servizi». La richiesta di Romizi è chiara: consentire ai medici di consegnare frazioni di terapia per coprire periodi definiti o, in alternativa, potenziare l’assistenza domiciliare.
La replica dell’Usl Umbria 1: «Intervento di governo clinico, non tagli»
Non si è fatta attendere la risposta della direzione della Usl Umbria 1, che in una nota ufficiale, chiarisce come non sia in atto «alcuna riduzione dei servizi di salute mentale». L’azienda sanitaria spiega che i farmaci di fascia C, non essendo a carico del Servizio sanitario nazionale, possono essere erogati dal pubblico solo all’interno di percorsi formalizzati che ne garantiscano la tracciabilità.
«Le disposizioni adottate – sottolinea la Usl nella nota – servono a ricondurre l’utilizzo di tali medicinali nel perimetro normativo vigente, prevenendo utilizzi impropri». L’azienda assicura però di aver recepito le preoccupazioni del Dipartimento di salute mentale sulla complessità dei casi clinici e a tal proposito è stato infatti definito un percorso condiviso che prevede la somministrazione controllata presso i Csm e un monitoraggio clinico strutturato. L’obiettivo dichiarato è dunque quello di coniugare il rispetto delle regole con la tutela dei pazienti più vulnerabili, garantendo la continuità terapeutica in contesti protetti, senza che ciò comporti – secondo la Usl Umbria 1 – un onere improprio per l’utenza.






