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Home » Sangemini, due fondi di investimento azionisti di maggioranza

Sangemini, due fondi di investimento azionisti di maggioranza

di Fabio Toni
11 Marzo 2021
in Dal territorio, Economia, Imprese, Lavoro
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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di F.L.

A quasi tre mesi dalla presentazione del relativo piano, il tribunale di Milano ha ammesso definitivamente il gruppo Acque Minerali d’Italia – di cui fanno parte anche Sangemini e Amerino – al concordato in continuità richiesto ormai un anno fa. A renderlo noto ufficialmente, mercoledì, è stata la stessa società, confermando le indiscrezioni già emerse nelle settimane precedenti, cioè l’entrata in scena di due fondi di investimento, l’americano Magnetar e l’italiano Clessidra: diventeranno azionisti di maggioranza, mentre la famiglia Pessina rimarrà nell’azionariato. «Uno dei più grandi gruppi del settore delle acque minerali in Italia – si legge in una nota della società – è stato messo in sicurezza e potrà continuare a produrre, progettare e investire».

Aumento di capitale di 50 milioni

All’omologazione definitiva del concordato, infatti, i due fondi sottoscriveranno un aumento di capitale per 50 milioni di euro complessivi. Ma l’omologa – che concluderà dunque l’iter concordatario – potrebbe non avvenire prima del 2022, visto che l’udienza per i creditori è stata fissata per il 6 settembre prossimo. Dunque i tempi si rivelano ancora lunghi, dopo che a far slittare l’ok definitivo al concordato (previsto a gennaio) sarebbe stata la richiesta da parte del tribunale di ulteriore documentazione a garanzia dei due fondi. «Il gruppo Ami, che controlla decine di marchi, tra cui i masterbrand Norda, Gaudianello e Sangemini, gestisce 26 sorgenti e ha 8 siti produttivi con 400 dipendenti in tutta Italia – prosegue la nota – ha continuato, in questi mesi, a garantire la produzione e il lavoro in tutti siti, nonostante le difficoltà per la pandemia e l’importante calo delle vendite anche per questo settore in seguito al blocco del canale dell’ho.re.ca (hotellerie-restaurant-café, ndr) e alle forti limitazioni per ristorazione e turismo».

Sindacati in attesa

L’ufficialità dell’ok del tribunale è stata comunicata dai manager dell’azienda anche alle segreterie nazionali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, che a loro volta lo hanno reso noto alle segreterie territoriali. Le tre sigle sindacali si stanno muovendo per chiedere ad Ami un incontro – che dovrebbe svolgersi in sede istituzionale – per conoscere i dettagli del piano concordatario, che sarà inviato ai lavoratori tramite pec e raccomandata, probabilmente nel giro di qualche settimana. La preoccupazione tra San Gemini e Acquasparta, sedi degli stabilimenti umbri, come noto è alta in merito ai contenuti dello stesso piano, sulla base non solo dell’andamento produttivo dei due siti (previsto in diminuzione nel 2021), ma anche delle indiscrezioni fin qui emerse.

Nodo esuberi

A partire dalle voci relative agli esuberi di personale da parte di Ami, che nei precedenti tavoli ha già annunciato la necessità di riorganizzazione e razionalizzazione, passaggio che dovrebbe riguardare nello specifico proprio Sangemini/Amerino e Gaudianello. Questi esuberi potrebbero aggirarsi sulle 80 unità, rispetto ad una forza lavoro complessiva di 550 dipendenti. Quanto alla liquidità che sarà immessa dai due fondi, i 50 milioni di euro dovrebbero servire a rimborsare al 10% i creditori chirografari e al 100% quelli privilegiati e Invitalia (180 milioni totali l’ammontare dell’indebitamento, che sarà coperto per circa il 35%). La partecipazione della famiglia Pessina dovrebbe scendere al 20%.

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