di Giovanni Cardarello
Una stretta decisa per abbattere le liste d’attesa e garantire risposte certe ai pazienti umbri. È questa la linea tracciata dall’amministrazione regionale guidata da Stefania Proietti, come spiega ‘Il Corriere dell’Umbria’. Una linea d’azione che punta a ridurre drasticamente il numero delle prestazioni sospese attraverso una strategia basata su due pilastri: l’aampliamento delle agende di prenotazione e l’attuazione del nuovo piano socio-sanitario.
Verso il livello fisiologico
Secondo i dati emersi, il percorso di smaltimento sta già dando alcuni frutti. Se al 3 giugno 2025, infatti, le prestazioni in percorso di tutela erano 87.557, il rilevamento del 3 novembre scorso ha mostrato una discesa a quota 68.065. Anche se i dati più recenti parlano di 72 mila. Ma l’obiettivo fissato dalla direttrice regionale della salute, Daniela Donetti, è ancora più ambizioso: portare il carico sotto la soglia delle 35 mila unità. Un volume considerato ‘fisiologico’ per l’intero sistema umbro. Un nuovo report di prossima diffusione, scrive sempre ‘Il Corriere dell’Umbria‘, dovrebbe confermare un’ulteriore diminuzione di questo carico.
La svolta strutturale: il piano socio-sanitario
Il viatico migliore per quello che viene considerato il fulcro della riforma, ovvero l’evoluzione del piano socio-sanitario, che passa da una cadenza triennale a una programmazione quinquennale. L’obiettivo è stabilizzare il sistema potenziando l’assistenza territoriale e incrementando l’efficienza nell’erogazione di visite ed esami. Contestualmente, la Regione Umbria punta a ottimizzare la domanda agendo sull’appropriatezza prescrittiva.
Da questo punto di vista cambia, radicalmente, anche il rapporto con la sanità privata accreditata. Con il nuovo strumento di programmazione è l’ente pubblico a dettare le priorità strategiche, indirizzando l’offerta verso le prestazioni con le liste d’attesa più critiche per ridurre la mobilità passiva e garantire il diritto alla cura all’interno del territorio regionale.
Urgenze e chirurgia
I dati attuali del resto, conclude ‘Il Corriere dell’Umbria‘, evidenziano una gestione tempestiva per i casi critici. Non risultano prestazioni in sospeso per la classe ‘U’ (urgente, da garantire in tre giorni), mentre per la classe ‘B’ (dieci giorni) le pendenze residue sono appena lo 0,74%. Buoni risultati si registrano anche sul fronte degli interventi chirurgici, con tempi di attesa migliorati rispetto al 2024 e una particolare attenzione al rispetto del limite dei 30 giorni per le operazioni oncologiche.






