di Giovanni Cardarello
Una svolta strategica per scardinare un sistema rimasto ingessato per decenni e rimettere al centro il fabbisogno reale dei cittadini. È quanto afferma la Regione Umbria in una nota a margine dell’approvazione del provvedimento che definisce i tetti di spesa e gli indirizzi operativi per il 2026 relativi alle strutture sanitarie private accreditate. L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo guidato da Stefania Proietti è chiaro: l’offerta della sanità convenzionata non deve più viaggiare su binari separati rispetto al pubblico, ma deve integrarsi in modo ‘sinergico’ per colmare i vuoti del sistema, a partire dall’annoso problema delle liste d’attesa.
Una nuova regia contro la spesa storica
Il nuovo piano, si legge ancora nella nota, segna una rottura netta con il passato. Se fino a poco tempo fa la contrattualizzazione appariva spesso come una replica di budget predefiniti basati sullo storico, la Regione Umbria punta ora su una regia centralizzata guidata dalle aziende sanitarie. «Fino all’anno scorso non esisteva una regia – sottolinea la giunta regionale –, ora la direzione è quella di indirizzare le offerte in base alle esigenze dei cittadini per assicurare qualità e tempestività».
Il modello del doppio binario
Per tradurre questa strategia in pratica, la Regione Umbria ha scelto di muoversi lungo un percorso a due velocità. Da una parte c’è la volontà di non smantellare ciò che funziona, garantendo la continuità ai servizi già attivi e consolidati con le strutture già contrattualizzate, così da tutelare la stabilità del sistema. Dall’altra, però, si apre alla rimodulazione: attraverso nuove procedure di evidenza pubblica, verranno selezionati gli operatori capaci di offrire prestazioni aggiuntive e di qualità superiore per rispondere ai bisogni emergenti. L’idea è quella di «premiare chi sa offrire le cure migliori, abbandonando le vecchie logiche per puntare tutto sull’appropriatezza delle prestazioni».
Focus su ortopedia e mobilità passiva
Il mirino dell’ente che gestisce il sistema sanitario regionale è puntato in particolare sull’alta specialità e sull’ambito ortopedico. L’intento è duplice: ridurre la ‘fuga’ dei pazienti umbri verso altre regioni e, al tempo stesso, rendere il territorio più attrattivo per i pazienti fuori dall’Umbria. Nonostante gli importi complessivi non subiscano aumenti rispetto agli anni precedenti, la giunta regionale ha imposto alle Usl il rispetto rigoroso dei tetti di spesa, con un obiettivo preciso: «Spendere meglio per curare prima».
Controlli e monitoraggio
Per evitare sforamenti e assicurare l’efficacia di ogni euro investito, la direzione regionale salute e welfare, guidata da Daniela Donetti, effettuerà un monitoraggio mensile dei budget. Un controllo serrato che servirà a verificare se le cliniche convenzionate stiano effettivamente contribuendo all’abbattimento delle liste d’attesa secondo le priorità dettate dalla Regione. «Non ci limitiamo a gestire la spesa – conclude la nota di palazzo Donini – ma programmiamo una sanità che sappia rispondere con efficienza. L’integrazione tra pubblico e privato, governata con trasparenza e rigore, è lo strumento fondamentale per garantire l’equilibrio del sistema nel rispetto dei costi».






