di Giovanni Cardarello
‘La madre di tutte le battaglie’ per rendere la sanità dell’Umbria efficace ed efficiente: le liste d’attesa per visite ed esami specialistici fanno registrare un dato significativo e positivo, ovvero un calo importante. Come riferisce ‘Il Corriere dell’Umbria‘, infatti, in base agli ultimi dati sui flussi di prenotazioni presenti sul sito regionale del monitoraggio dei tempi di attesa, le prestazioni sospese sono diminuite di 25 mila unità nell’arco di cinque mesi. Un calo di poco meno del 29%.
L’ultima rilevazione, risalente a pochi giorni fa, indica 62 mila prestazioni in sospeso, in netta controtendenza rispetto ai dati di giugno 2025, quando il numero complessivo superava le 87.557 prestazioni. Un dato che dimostra, plasticamente, che le azioni intraprese, su tutte la richiesta di aiuto ai laboratori privati, stanno dando effetti concreti. Un miglioramento delle cifre che, peraltro, avviene in un contesto di forte crescita della domanda di prestazioni sanitarie. Tra dicembre 2024 e aprile 2025, infatti, si sono registrate 36.328 prenotazioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Inoltre, il numero di prestazioni residuali, quelle da recuperare dagli anni precedenti, al 1° gennaio 2025 ammontava a 71.237 con un incremento di 25.306 unità rispetto al 1° gennaio del 2024. Una domanda aggiuntiva che ha portato il numero totale di percorsi di tutela, al 3 giugno 2025, alla somma record di 87.557 prestazioni in attesa. Ma quali sono, al netto del già citato accordo con i privati, i motivi che hanno determinato questo risultato? Un risultato che la Regione Umbria definisce ‘fisiologico’.
Partiamo dal nuovo accordo con i privati perché è importante sottolineare che la ricontrattazione del rapporto, definito una «rivoluzione copernicana» rispetto al passato, prevede che sia la Regione Umbria a indicare le priorità e le esigenze di smaltimento degli esami, e non viceversa. In parallelo, è stato istituito un osservatorio dedicato per monitorare quotidianamente il fenomeno delle attese. Inoltre è stato ricalibrato il sistema di prenotazione per far fronte al problema dei ‘no show’ (pazienti che non si presentano all’appuntamento). Nei primi quattro mesi del 2024 sono stati registrati oltre 23 mila casi di persone che non hanno usufruito delle prestazioni prenotate.
Per non tacere del tema dell’appropriatezza delle prescrizioni. In questo contesto a palazzo Donini stanno lavorando con le categorie dei medici per calibrare meglio un fattore che incide sull’incremento della domanda. L’obiettivo finale, spiega sempre ‘Il Corriere dell’Umbria‘, come stabilito dal nuovo piano sociosanitario regionale in fase di elaborazione, è quello di arrivare a una soglia fisiologica più bassa scendendo dagli attuali 62 mila a 40 mila prestazioni in attesa. Un obiettivo in linea con la necessità di arrivare ad una gestione ordinaria delle liste di attesa.
Da registrare, infine, una rovente polemica politica sollevata dall’onorevole Riccardo Augusto Marchetti, segretario della Lega Umbria. L’esponente leghista ha criticato aspramente la giunta guidata da Stefania Proietti per la presunta mancanza di trasparenza sui numeri ufficiali. Marchetti lamenta il fatto «che la Direzione salute abbia omesso di fornire i dati aggiornati nonostante le richieste». Secondo l’interpretazione del politico del centrodestra, «i numeri mostrano un incremento vertiginoso che testimonierebbe il fallimento delle politiche sanitarie dell’attuale esecutivo». Marchetti ha incalzato l’amministrazione in carica, invitandola «a uscire ‘dall’omertà’ e a rendere conto ai cittadini del proprio operato».
Parla la Regione Umbria
Nella giornata di mercoledì, la Regione Umbria ha diffuso una nota in cui si legge che «dal rilevamento del 3 novembre 2025, le prestazioni inserite nei percorsi di tutela ammontano a 68.065, dato che include anche le prestazioni che non sono sottoposte a monitoraggio ministeriale dei tempi di attesa. Al 3 giugno 2025 le prestazioni inserite nei percorsi di tutela erano pari a 87.557 e questo segna un netto miglioramento nelle erogazioni dei servizi che, ricordiamo, sono effettuati dalla sanità pubblica in assenza della possibilità dell’utilizzo del fondo sanitario per acquisto di prestazioni da privati».

«Le prestazioni complessive in lista di attesa per un appuntamento oltre i tempi utili previsti dalla classe di priorità contenuta nella prescrizione – prosegue la Regione Umbria – sono 32.837, incluse quelle non sottoposte a monitoraggio ministeriale, mentre le restanti sono in attesa di un appuntamento all’interno dei tempi utili previsti. Un dato molto significativo è rappresentato dal fatto che in tale numero non ci sono prestazioni con classe ‘U’ (urgente) da garantire in 3 giorni e sono presenti soltanto 242 prestazioni di classe ‘B’ da garantire in 10 giorni, pari allo 0,74%, a testimonianza di una gestione tempestiva delle prestazioni appartenenti alle classi prioritarie e urgenti, intrapresa da questa amministrazione regionale».
«Altro dato importante – spiega la nota – riguarda le prestazioni chirurgiche, la cui evasione è in linea con il piano di recupero con tempi anticipati e con molta attenzione al rispetto dei tempi di attesa dei tumori da operare entro 30 giorni, con dati migliorati rispetto al 2024. Inoltre la nuova governance di Punto Zero, società in house dedicata al digitale e anche alla gestione delle liste d’attesa, garantirà un cambio di passo in termini di innovazione con percorsi in grado di garantire una sempre più efficace gestione. I dati aggiornati – conclude la Regione Umbria – testimoniano l’attenzione che si sta riservando alla gestione delle liste di attesa e alla tempestività di erogazione dei servizi ai cittadini umbri, con l’obiettivo prioritario di continuare a ridurre progressivamente i tempi di attesa per garantire le prestazioni nei tempi utili e migliorare l’accesso alle cure a tutti i cittadini, mantenendo ferma la priorità sulle prestazioni urgenti e il rispetto dei parametri ministeriali».
Opposizioni all’attacco: «Proietti certifica il suo stesso fallimento»
I consiglieri regionali Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega Umbria), Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei, Paola Agabiti (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza, Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (TPUC) replicano alla Regione e quindi alla Proietti.
«La presidente – affermano in una nota – ha confermato che, dopo un anno di governo regionale di sinistra, le liste d’attesa in Umbria sono quasi raddoppiate rispetto al passato, nonostante la promessa di azzerarle in tre mesi. Inoltre sono state acquistate 20 mila prestazioni dal privato che fino a pochi mesi fa, secondo la sinistra, era il ‘male assoluto’ mentre oggi è diventato l’unica àncora di salvezza di una politica sanitaria allo sbando».ù

«Dispiace che per ottenere questi dati – proseguono i consiglieri di opposizione – sia stato necessario presentare una richiesta di accesso agli atti in Regione Umbria, inoltrare tre solleciti e attendere oltre due mesi. E come se non bastasse, ancora una volta le informazioni vengono diffuse prima alla stampa e solo dopo alle opposizioni, segno evidente di arroganza e mancanza di rispetto istituzionale».
«Nella foga di prendersi meriti inesistenti, però, la Proietti ha finito per smentire sé stessa. Durante la campagna elettorale, infatti, la presidente aveva promesso di azzerare le liste d’attesa mentre oggi ammette che in Umbria restano circa 68 mila prestazioni in attesa, a fronte delle 44 mila di settembre 2024 quando governava il centrodestra. È un crollo evidente dell’efficienza della sanità pubblica regionale che conferma l’ormai evidente incapacità della Regione di dare risposte esclusivamente con il sistema pubblico, come la stessa sinistra aveva promesso».
«I numeri sbandierati – osservano i rappresentanti del centrodestra in consiglio regionale – non tengono conto del fatto che molti cittadini non vengono nemmeno inseriti in lista, o rifiutano di entrarvi sapendo che dovrebbero aspettare mesi, se non anni, per una visita. Altri vengono spediti a chilometri di distanza dalla propria zona di residenza e sono costretti a rivolgersi al privato, pagando di tasca propria per potersi curare. Un paradosso inaccettabile, soprattutto se si considera che la presidente Proietti ha aumentato le tasse agli umbri in maniera indiscriminata, promettendo di migliorare la sanità pubblica. Oggi, invece, gli umbri pagano di più, aspettano di più e, quando vogliono curarsi, devono anche pagare di tasca propria. Questo – concludono i consiglieri – è il fallimento più evidente del nuovo corso della sinistra alla guida dell’Umbria».






