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Home » Sanità: patto Regione-UniPg per innovazione e ricerca. «Primo del genere in Italia»

Sanità: patto Regione-UniPg per innovazione e ricerca. «Primo del genere in Italia»

Si parte dall’intesa tra i due enti pubblici per poi coinvolgere gli altri attori protagonisti del programma a partire da Confindustria Umbria

di Simone Francioli
29 Luglio 2025
in Ambiente e salute
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
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di Giovanni Cardarello

«Un accordo importantissimo che prevede una molteplicità di attori e va nella direzione dell’innovazione più spinta. Parliamo di scienze omiche, quindi di medicina personalizzata che si basa su campionamenti analizzati e studiati con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Un progetto che vedrà la Regione Umbria come prima sede in Italia che ha stipulato un accordo di tale importanza».

Con queste parole la presidente della Regione Stefania Proietti ha spiegato l’accordo, il patto, siglato oggi a Palazzo Donini tra l’ente che dirige e l’Università di Perugia. Un patto che ha come cuore dell’accordo la sanità digitale, la medicina personalizzata, l’innovazione tecnologica in ambito biomedicale e sociosanitario. Il documento che sancisce e regola il patto è stato firmato nella sede della Giunta regionale dalla stessa Proietti e dal Magnifico rettore dell’Università di Perugia, Maurizio Oliviero. Un patto, un memorandum di grande rilevanza perché punta a favorire uno sviluppo all’avanguardia nel settore sanitario attraverso investimenti mirati in ricerca e sviluppo.

«Il memorandum della durata quinquennale – ha spiegato Proietti – rappresenta un passo fondamentale per la sanità pubblica umbra. Si parte oggi dall’intesa tra i due enti pubblici Regione e Università, per poi nei prossimi giorni lavorare concretamente con gli altri attori protagonisti del programma, primo tra tutti Confindustria Umbria. Il protagonismo delle imprese umbre ci sarà tramite il coinvolgimento diretto di Confindustria, del cluster e delle aziende che operano nell’ambito biomedicale».

Ma non solo. Con questo accordo la Regione Umbria «Punta con decisione sull’innovazione per offrire servizi sempre più vicini ai cittadini e per valorizzare la ricerca portata avanti dai professionisti di eccellenza della nostra Università. La digitalizzazione in questo contesto è la chiave per una medicina più efficiente, personalizzata e accessibile e le finalità principali dell’intesa includono proprio la promozione e lo sviluppo della medicina personalizzata e della diagnostica omica con un focus sul miglioramento dei percorsi diagnostici terapeutici assistenziali e dell’assistenza domiciliare integrata».

Da sottolineare che il trasferimento di conoscenze e tecnologie tra il mondo accademico, sanitario e industriale rappresenta un punto fondamentale per potenziare la capacità regionale di innovazione in ambito biomedico, farmaceutico e ambientale oltre «A contribuire alla riduzione delle disuguaglianze sanitarie, migliorando l’accesso a cure personalizzate e di prossimità».

Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia dal canto suo ha sottolineato «La visione integrata per l’innovazione biomedica e la sanità pubblica. Il progetto nasce da una visione condivisa tra l’Università, la Giunta regionale dell’Umbria e Confindustria Umbria, fondata su concretezza operativa e approccio sistemico, con particolare attenzione al settore sanitario».

«L’obiettivo – ha spiegato – è promuovere modelli di collaborazione innovativi e radicati nel territorio, in cui l’Ateneo diventa partner strategico della Regione, contribuendo allo sviluppo della ricerca del trasferimento tecnologico e del benessere collettivo, secondo la terza missione dell’Università».

Entrando nel dettaglio Oliviero ha spiegato che «Per affrontare efficacemente le sfide della medicina personalizzata e delle scienze ‘omiche’, il progetto propone un modello integrato che combina tre pilastri essenziali: campioni biologici di qualità alimentati da campioni provenienti da cliniche universitarie, raccolti secondo rigorosi protocolli clinici e molecolari. A ciò si aggiunge un coinvolgimento attivo della popolazione, promosso dalla governance regionale, per garantire una base dati solida, rappresentativa e utile alla ricerca traslazionale».

«Tecnologie analitiche all’avanguardia in grado di rilevare biomarcatori anche in tracce minime – – ha proseguito – assicurando così diagnosi accurate e monitoraggi efficaci per la personalizzazione delle cure; intelligenza artificiale per la conoscenza biomedica in grado di analizzare grandi volumi di dati biologici, clinici e molecolari».
«Questi sistemi – ha concluso il Rettore – saranno capaci di trasformare i dati in conoscenza utile, generando soluzioni concrete per la medicina di precisione. Questa capacità di integrare campionamento avanzato, tecnologie analitiche e intelligenza artificiale in un unico ecosistema operativo rappresenta un unicum a livello internazionale. Il progetto si configura così come un modello innovativo per la ricerca biomedica e l’evoluzione del sistema sanitario regionale e nazionale, rafforzando il ruolo dell’Ateneo come catalizzatore di sviluppo sociale, culturale ed economico».

Il memorandum si basa sulle direttive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)- in particolare la Missione 6 Salute – e si allinea al programma di governo regionale e con gli obiettivi del Piano sociosanitario in fase di stesura. Elemento centrale di questa collaborazione è il progetto “CURI – Centro Umbro di Ricerca e Innovazione”, già finanziato nell’ambito del bando ‘Ricerca Sisma 2016’. Il centro CURI, con un investimento universitario di 5 milioni di euro, si configura come una piattaforma strategica per la medicina 4P (Partecipativa, Personalizzata, Predittiva e di Precisione), con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario e generare ricadute positive per il settore produttivo regionale.

All’interno della piattaforma CURI, spicca il progetto “Omnia Health”, una soluzione concreta che propone una rete tecnologica per la diagnostica multidisciplinare avanzata, diffusa sul territorio, centrata sul paziente e pienamente integrata con il sistema sanitario regionale. La Regione Umbria si è impegnata a sostenere ulteriormente questo progetto con risorse regionali disponibili.

Ricerca e innovazione: sviluppo congiunto di progetti su medicina personalizzata, analisi omiche e intelligenza artificiale applicata alla salute. Formazione e competenze: realizzazione di percorsi formativi avanzati (Master, Summer School, dottorati industriali) sui temi delle scienze omiche e biotecnologia digitale.

Infrastrutture e logistica sanitaria: supporto allo sviluppo di sistemi di raccolta e trasporto refrigerato di campioni biologici, e gestione di dati sanitari mediante piattaforme ICT sicure. Validazione clinico-organizzativa: collaborazione con i dipartimenti di emergenza-urgenza (DEA di livello I e II) e le case di comunità/ospedali di comunità per sperimentare e implementare modelli innovativi di presa in carico del paziente

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