di Giovanni Cardarello
Una vittoria politica e al tempo stesso un passo storico verso un riequilibrio complessivo del Sistema sanitario nazionale. È stato ripartito il Fondo sanitario nazionale (Fsn) 2025, con un’approvazione in Conferenza delle Regioni che, per la prima volta in assoluto, introduce i criteri di densità demografica e dispersione territoriale nella ripartizione della cosiddetta ‘quota premiale’. L’intesa raggiunta, frutto anche della convergenza sulla proposta tecnica elaborata dalla Regione Umbria, porta un beneficio immediato e concreto: l’Umbria, infatti, guadagna oltre 19 milioni di euro in più nella quota premiale rispetto alla proposta iniziale del 2024. Questo risultato è il diretto riconoscimento delle specificità territoriali delle regioni caratterizzate da scarsa popolazione e orografia complessa.
L’accordo politico raggiunto stabilisce l’inserimento del criterio ‘Densità abitativa/estensione territoriale’ all’interno della ‘Quota premiale’ (pari allo 0,25% del Fondo sanitario nazionale, circa 341 milioni complessivi) da distribuire tra le regioni interessate. Il dato più rilevante per il futuro è l’impegno formale a rendere questo criterio stabile dal 2026 e ad inserirlo nella parte più consistente del Fondo, il cosiddetto Fsn ‘indistinto’, modificando i criteri previsti dal Decreto ministeriale del 2022. A tal fine, è già stata istituita una commissione di esperti universitari che entro due mesi dovrà fornire uno studio scientifico per delineare criteri oggettivi e innovativi per il riparto, tenendo conto di come le diversità territoriali, sociali ed economiche influenzino l’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha condotto la proposta tecnica insieme alla direttrice regionale della salute Daniela Donetti, ha espresso grande soddisfazione per il risultato: «È stato un percorso che alla fine riconosce e valorizza le regioni con poca popolazione e situazioni orografiche complesse, finora assolutamente secondarie nella ripartizione del Fondo nazionale» ha commentato. Proietti ha voluto ringraziare i presidenti e gli assessori delle Regioni che hanno fatto ‘squadra’ in questa iniziativa – Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Marche, Molise e Sardegna – per aver portato avanti «una buona battaglia di equità e giustizia sociale».
«Si tratta di un principio di equità imprescindibile – ha aggiunto la presidente – senza il quale sulla sanità pubblica rischiamo di consolidare un Paese a due velocità. Abbiamo raggiunto un grande obiettivo politico con un impegno chiaro sulla ripartizione dai prossimi anni per una prospettiva seria di riequilibrio tra Regioni ‘forti’ e Regioni ‘piccole’ e ‘deboli’, per garantire il diritto alla salute a tutti i cittadini e le cittadine senza distinzioni, come sancito dalla nostra Costituzione».






