di Giovanni Cardarello
Un quadro clinico ed organizzativo critico, dove l’età avanzata dei pazienti si incrocia con la carenza di posti letto e un’assistenza che richiede livelli di cura sempre più alti. È quanto emerge dall’ultima analisi regionale condotta da Fadoi (Federazione dei dirigenti ospedalieri internisti) che scatta una fotografia impietosa dei reparti di medicina interna dell’Umbria.
L’allarme: reparti ‘overbooking’ e pazienti complessi
Secondo i dati Fadoi, riportati da ‘Il Messaggero Umbria‘, oltre l’80% dei ricoverati nei reparti di medicina interna ha più di 70 anni e soffre, in media, di oltre quattro patologie contemporaneamente. Una ‘multimorbilità’ che spinge al limite la pressione sulle strutture: il tasso di occupazione dei posti letto è perennemente vicino al 100%, sfociando spesso in situazioni di ‘overbooking’ e nel fenomeno del boarding in pronto soccorso, con pazienti costretti per giorni sulle barelle, in attesa di un letto.
Il presidente regionale Fadoi, Ettore Marini, è netto: «Le medicine interne – spiega a ‘Il Messaggero‘ – non sono reparti a bassa intensità. Gestiamo pazienti acuti che necessitano di ventilazione non invasiva e monitoraggi complessi, accanto a cronici riacutizzati. Serve una riclassificazione a ‘medio-alta intensità’ per adeguare organici e risorse a una realtà assistenziale che è già, di fatto, semi-intensiva».
Il nodo del territorio e la risposta della Regione Umbria
Per gli internisti, una parte dei ricoveri potrebbe essere evitata con una gestione territoriale più efficiente. Proprio su questo fronte si muove la Regione Umbria, che sta accelerando sul piano di potenziamento della sanità di prossimità finanziato dal Pnrr. L’ultimo tassello è stato posizionato a Nocera Umbra, dove lunedì mattina è stata inaugurata la nuova Casa della comunità e il Pua (Punto unico di accesso). La struttura, ampia oltre mille metri quadrati e rinnovata con un investimento di 770 mila euro, punta a diventare il fulcro dell’assistenza distrettuale per un’area interna considerata strategica.
Proietti: «Basta frammentazione dei servizi»
Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, la presidente della Regione Stefania Proietti, il sindaco Virginio Caparvi, la presidente dell’assemblea legislativa Sarah Bistocchi e il direttore generale della Usl Umbria 2, Roberto Noto. «Questa struttura, insieme agli ospedali di comunità in fase di realizzazione, rappresenta una svolta nel piano socio-sanitario regionale – ha spiegato la presidente Proietti -. Riunendo medici di base, specialisti, infermieri e assistenti sociali in un unico luogo, eliminiamo la frammentazione dei servizi e il disagio degli spostamenti per i cittadini. L’obiettivo è offrire risposte qualificate, dalle visite specialistiche alle vaccinazioni fino alla gestione delle cronicità, alleggerendo così il carico che oggi grava impropriamente sugli ospedali e sui pronto soccorso».
Un punto di forza della nuova sede nocerina sarà l’assistenza domiciliare integrata, che già oggi segue oltre 120 nuclei familiari in un territorio caratterizzato da un’ampia dispersione geografica. L’inaugurazione di Nocera segue quelle già avvenute a Spoleto e Fabro, segnando un passo avanti nel tentativo di decongestionare i reparti ospedalieri umbri ormai al limite della capacità.






