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Home » Sanità Umbria: strutture pubbliche sature. La Regione spalanca le porte ai privati

Sanità Umbria: strutture pubbliche sature. La Regione spalanca le porte ai privati

Palazzo Donini rinnova gli accordi con i privati accreditati e fissa i tetti di spesa per il 2026. Obiettivo è abbattere le liste d'attesa e garantire i servizi

di Fabio Toni
6 Aprile 2026
in Ambiente e salute
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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di Giovanni Cardarello

La sanità pubblica umbra alza bandiera bianca di fronte alla saturazione delle proprie strutture. Con una nuova delibera, la giunta guidata dalla presidente Stefania Proietti ha tracciato la rotta per il prossimo biennio: per garantire l’erogazione delle prestazioni sanitarie e far fronte all’eccessiva pressione sugli ospedali, la Regione si affida massicciamente ai privati accreditati.

L’emergenza e la scelta di palazzo Donini

Il quadro descritto dai documenti regionali e che ‘Il Corriere dell’Umbria‘ riporta con dovizia di particolari, è netto: le strutture pubbliche non riescono più a soddisfare il fabbisogno dei cittadini. Per questo motivo palazzo Donini ha dato mandato di assegnare visite e prestazioni agli enti privati, attivando una procedura che si muove su due binari paralleli. Da un lato, il rinnovo degli accordi già in essere con i soggetti contrattualizzati alla data del 31 marzo 2026; dall’altro, l’avvio di nuove manifestazioni di interesse per verificare la disponibilità di ulteriori strutture a coprire i volumi richiesti.

Tetti di spesa e regole d’ingaggio

Nonostante l’apertura al privato, la Regione ha fissato dei paletti economici chiari, confermando per il 2026 i tetti di spesa basati sul dato consuntivo del 2024. Le prestazioni erogate in esubero rispetto a tali limiti non saranno remunerate, a meno dell’applicazione di una ‘tariffa regressiva’ fortemente abbattuta (fino al 95% di riduzione oltre la soglia massima). L’obiettivo dichiarato è quello di rispettare i principi di concorrenza e trasparenza, pur mantenendo il controllo sulla spesa pubblica.

Priorità alle liste d’attesa

L’operazione ha come finalità principale l’abbattimento delle infinite liste d’attesa, un nervo scoperto che riguarda sia l’assistenza ospedaliera che quella specialistica ambulatoriale. Tra le aree di maggiore criticità evidenziate figurano l’alta specialità ortopedica e la diagnostica. La sfida per la giunta Proietti resta quella di equilibrare il ricorso al privato con la necessità di non depauperare il servizio pubblico, in un momento in cui – come sottolineato nell’articolo – «nulla cambia se non l’indicazione delle priorità», ma la pressione sui pronto soccorso e sui reparti continua a restare altissima.

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