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Home » «Scuole aperte? Senza mezzi pubblici è l’ennesima beffa»

«Scuole aperte? Senza mezzi pubblici è l’ennesima beffa»

di Simone Francioli
10 Gennaio 2022
in Altre notizie, Ambiente e salute, Coronavirus, In evidenza
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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Il territorio ternano, le diverse misure prese dai sindaci per il rientro in presenza a scuola ed i problemi. C’è chi ha imposto la Dad fino a sabato 15 gennaio con ritorno alla normalità previsto per la settimana successiva (sono i casi di Narni, Arrone, Calvi dell’Umbria e Fabro) e chi ha seguito le indicazioni del governo nazionale e regionale. Una mamma di una studentessa di San Liberato, frazione del Narnese, segnala ad umbriaOn la situazione di disagio creatasi con i provvedimenti.

SPECIALE COVID – UMBRIAON

Covid Narni, scuole: rientro in presenza slitta al 17 gennaio

Il ‘ringraziamento’ al sindaco Latini e il problema treno

La giovane deve spostarsi a Terni per frequentare le lezioni: «Sono la mamma – scrive – di una studentessa che da San Liberato, piccola frazione di Narni, va a scuola a Terni. Dal nostro paese sono nove i ragazzi che tutte le mattine prendono il treno per raggiungere gli istituti ternani e svolgere il loro ‘lavoro’, studiare. E fin qui niente di strano. Oggi però vorrei ringraziare pubblicamente il sindaco di Terni per aver riaperto le scuole (naturalmente in modo sarcastico) senza prima preoccuparsi se c’erano le condizioni per farlo. Forse lui non è al corrente che Trenitalia – è la segnalazione – , a causa della pandemia che attanaglia il nostro Paese, ha soppresso ben 180 mezzi per carenza di personale. Tra cui il regionale che parte da Orte alle ore 7.09 e arriva a Terni alle ore 7.28, lasciando letteralmente i nostri studenti in mezzo alla strada per l’intera settimana in corso». Ecco il problema.

Riapertura scuole: a Terni la linea è quella del 10 gennaio

«Nessuno ha preso in considerazione le difficoltà»

Un guaio non di poco conto: «Nessuno poi ci può rassicurare sul fatto che lo stesso problema non si riproponga la settimana prossima, ma questa è solo una mia considerazione. Ci era stato garantito – aggiunge – un pullman sostitutivo che però questa mattina (credo per problemi organizzativi) noi non abbiamo visto e che comunque arriverebbe a destinazione alle ore 8, costringendo i ragazzi ad entrare sempre in ritardo. Nelle nostre stesse condizioni sicuramente si troveranno altre famiglie e altri studenti che viaggiano con i mezzi pubblici e questo mi fa molta rabbia: visto che in questi giorni si è tanto dibattuto sul diritto allo studio e sull’importanza delle scuole aperte nessuno ha preso in considerazione le tante difficoltà che ci sono in questo delicato momento ed i trasporti sono un punto focale».

Il ‘suggerimento’ e il coraggio

Infine l’input per il sindaco di Terni: «Vorrei suggerire al signor Latini di prendere ad esempio il sindaco del mio comune, De Rebotti, che ha riunito dirigenti scolastici e Usl per considerare ogni aspetto della questione e poi decidere sul da farsi. Qualcuno potrebbe pensare che invece di far polemica, noi genitori potremmo sacrificarci ed accompagnare i ragazzi a scuola, ma ciò non è giusto: in primo luogo perché all’inizio dell’anno scolastico abbiamo pagato per fare un abbonamento e quindi per avere un servizio e poi perché comunque siamo tutti lavoratori e spesso gli orari non coincidono con quelli dei nostri figli. Questo per molti può sembrare solo lo sfogo di un genitore – conclude – ma io penso invece di aver dato voce a tutte quelle persone che come me non vivono proprio a ridosso dei grandi centri abitati e che ogni giorno devono affrontare disagi come questi e magari non hanno il coraggio di parlare perché tanto nessuno li ascolta». Uno degli effetti del caos scuole attuale. Non solo in Umbria.

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