I consiglieri di opposizione in pressing sul piano industriale di Asm, i veri scopi dell’operazione, la necessità di massima trasparenza per una questione di assoluto rilievo per la città e la convocazione per audire Carlo Orsini e Mirko Menecali, presidenti del Sii e della società partecipata dal Comune di Terni. Dall’altro lato l’assessore al bilancio Orlando Masselli che rassicura sulla cessione delle quote – 15% per un ritorno di 6,1 milioni – detenute da Asm nel Sii ad Umbriadue, di proprietà Acea: nuovo scontro giovedì pomeriggio nella lunga III° commissione telematica sulla gestione futura riguardante l’acqua e le conseguenze che comporta la manovra. Per ora nessuna discussione sugli emendamenti proposti da Senso Civico.
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Primi contrasti su audizioni ed emendamenti
In linea di massima sono stati trattati tutti gli argomenti già noti e sul quale si sviluppò la polemica nel dicembre del 2019. C’è però chi ha fatto notare che qualcosa – c’è un nuovo presidente del Sii, in primis, poi l’incremento della cifra offerta per l’acquisizione delle quote, seppur di poco – è cambiato rispetto alla situazione precedente. Alcuni consiglieri (di fatto tutti quelli di minoranza) vorrebbero ascoltare cosa hanno da dire Menecali e Orsini (l’avvocato è stato audito in IV° commissione mercoledì, a ‘porte chiuse’), mentre Tiziana De Angelis ha spinto per sapere quale sia il piano industriale di Asm. Alessandro Gentiletti (Senso Civico) e Luca Simonetti (M5S) hanno chiesto ‘calma’ quando Federico Brizi (Lega) ha ricordato che la seduta terminava alle 16 (si è partiti in ritardo): «Uno smacco alla vita democratica della città in questo modo. Non vogliamo svendere il controllo pubblico di una società partecipata», l’attacco dell’esponente pentastellato. «Gli emendamenti li ho visti alle 13.33, c’è stato un blocco del protocollo. L’atto da emendare contiene il parere di tre dirigenti e deve essere valutata l’ammissibilità», ha ricordato Masselli. Poi si entra nel dettaglio.
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Il riepilogo di Masselli
Il titolare al bilancio ha evidenziato punti già noti. D’altronde la delibera di giunta è di inizio dicembre 2019, al netto degli ultimi accadimenti: «Il Sii – ha esordito – non può essere considerata una società a controllo pubblico, c’è giurisprudenza contabile in merito. Chi amministra sta tentando di recuperare una serie di gap ma non possiamo modificare la struttura essenziale della società: è pubblico-privata nel quale il privato esercita poteri amministrativi e il socio pubblico ha facoltà di controllo. Con le modifiche statutarie proposte sale la facoltà di incidere e vigilare dal lato pubblico. Inoltre si aboliscono due articoli – l’8 e il 10 – rilevanti per l’aspetto finanziario: uno prevede che il Sii richieda ai soci il ripristino della liquidità mancante in caso di crisi, ci sono state controversie giudiziarie su questo. Umbriadue è l’unico che ha esercitato il diritto di prelazione previsto dallo statuto ed è socio privato del Sii individuato con gara di evidenza pubblica: non se ne può fare un’altra, si è sviluppata quando è stata costituita la società. Asm continuerà ad esprimere un consigliere d’amministrazione e ad indicare il direttore tecnico, non c’è variazione della partecipazione dei soci pubblici (sei su nove) all’interno del CdA». Capitolo tariffe: «L’Auri deve rideterminarle e in questo momento si aggiunge l’impellenza di dare corso ad una serie di lodi arbitrali che vedono i Comuni soccombenti di fronte alle richieste del servizio idrico. Questa operazione permette di chiudere partite pregresse create negli anni passati senza che amministrazioni e cittadini mettano mano al portafogli. L’accordo prevede che il Sii restituisca fondi – messi a disposizione dal socio privato – ai Comuni della provincia per 10,5 milioni e ad Asm per 4 milioni (crediti per muti pregressi). Per quel che concerne gli investimenti c’è una linea di credito per il quadriennio 2020-2023 da Umbriadue per il Sii per circa 45 milioni». Per Masselli in definitiva – dopo un lungo elenco di dettagli tecnici – la cessione delle quote è «vantaggiosa per i cittadini e per l’Asm perché non aumentano le bollette – già salate – e la nostra partecipata si riprende i crediti. Tutto ciò non creerà disagi per l’erogazione del servizio ai cittadini». L’assessore ha specificato che la documentazione sarà controllata anche dalla sezione regionale della Corte dei conti.
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«No controllo pubblico, si ipoteca Asm in favore di Acea»
Tra i più attivi nel contestare la posizione di Masselli c’è Gentiletti: «Noto con stupore che Masselli dice il contrario di ciò che ha scritto nel comunicato con il sindaco Latini. Ci avvisa che non c’è alcun controllo pubblico. In sostanza si sta promettendo ed ipotecando Asm in favore di Acea, è l’unico obiettivo che ha questa operazione: con l’apertura di credito di Acea per Asm – l’assessore smentirà questa affermazione – quest’ultima perde qualsiasi autonomia finanziaria. La partecipata del Comune potrà essere oggetto di trasferimento o di acquisizione da parte della multiutility. Inoltre – ha aggiunto – non è vera la storia della prelazione di Umbriadue: si procede alla vendita diretta per 6,1 milioni perché nessuno ha esercitato quel diritto e la gara pubblica non si è svolta». Breve flashback: «A dicembre era stato riferito che non si sapeva come pagare gli stipendi di Asm, oggi invece l’alienazione occorre per non far aumentare le tariffe. Le motivazioni cambiano con il trascorrere dei mesi». Breve accenno alle responsabilità del sindaco: «Nel provvedimento viene specificato che sarebbe solo un esecutore formale, non può essere così». Doriana Musacchi (Gruppo Misto) si è soffermata su investimenti e tariffe: «Aspetto fondamentale. Da ciò che è emerso in IV° commissione il Sii va bene a livello economico, non per l’aspetto finanziario perché manca liquidità. Un cane che si morde la coda: si parla di aumento sproporzionato delle tariffe oppure di bloccarle non facendo alcun investimento. Va trovata una soluzione». Emanuele Fiorini (uscito in giornata da Uniti per Terni per Forza Centro) ha messo nel mirino lo statuto: «Non è possibile che con il 25% il privato nomini l’amministratore. State tutelando le poltrone svendendo un bene primario, dando ad Acea altre quote dell’acqua pubblica, è grave. Segnalo inoltre che sul sito dell’Asm non c’è la fattura della perizia del consulente Stefano Pozzoli per la valutazione delle quote, è una violazione della norma sulla trasparenza. Inoltre il socio privato del Sii è quello che si occupa del sistema fognario, ad oggi è un disastro. Ed è anomalo che gli utili non siano divisi tra i vari Comuni». Hanno assistito alla seduta tre dirigenti: Paolo Grigioni (ambiente), Grazia Marcucci (attività finanziarie) e Piero Giorgini (lavori pubblici-manutenzioni).
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«Stiamo aumentando il potenziale di un socio privato»
Per Paolo Angeletti (Terni Immagina) l’acqua è un bene pubblico «controllato sostanzialmente da un privato, occorrerebbe la modifica dello statuto. Mi risulta che ci sia una sentenza che dichiari che il socio privato non possa avere meno del 30-40% per potersi definire tale in un sistema del genere. Inoltre non è chiara la situazione che ci ha descritto Orsini (presidente Sii) in IV° commissione: la società è positiva dal punto di vista economico, non da quello finanziario». Federico Pasculli (M5S) ha invece sottolineato come l’amministrazione con la cessione delle quote Asm «voglia liberarsi degli accordi fatti con il Sii; da come parla l’assessore non si capisce peché questa operazione non sia stata fatta prima. E non c’è stato un atteggiamento trasparente. In commissione non si recepiscono più i piani industriali delle partecipate: magari si rischia che si dovrà vendere Umbria Energy. Bisogna audire Asm e Sii. Rischiamo di seppellire una bara senza il cadavere dentro». Sullo stesso filone il collega del Movimento, Luca Simonetti: «Sembra che ci si trovi di fronte all’operazione filantropica più grande degli ultimi vent’anni, mancava solo che dicesse – il riferimento è a Masselli – che sarebbero piovute monete d’oro. Ricordo che Acea ha dimostrato di essere spietata in passato. Stiamo discutendo di un tema che interessa la città da remoto, non c’è fretta. Rimandiamo a quando sarà finita la crisi legata a Covid perché è scorretto emarginare la cttà dal dibattito. Perché questo ultimatum? Stiamo aumentando il potenziale di un socio privato», la critica. Immediata replica dell’assessore in forza a FdI: «Non è vero che è trascorso del tempo a costo zero perché i Comuni – in riferimento alle richieste del Sii – devono accantonare risorse nel fondo rischi. Con questa cessione si definiscono gli equilibri finanziari della società».
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Masselli, il passato e il peso del privato
Ne ha anche per Gentiletti: «La prenderei – la battuta – come avvocato per difendermi, è riuscito a mistificare ciò che avevo detto. Ha la fortuna di non essere stato eletto – il consigliere di Senso Civico aveva parlato dei cambi di assessori all’interno dello stesso gruppo, FdI in questo caso – e di non litigare con nessuno del suo partito visto che è solo. E su Acea non c’è alcun retropensiero: ricordo che è socio di Umbriaenergy al 50% senza patti parasociali (scaduti e da rifare), è socio di Umbria distribuzione gas insieme ad Asm e Italgas. Non ce li abbiamo messi noi. Vogliamo salvaguardare l’interesse delle nostre partecipate. Le modifiche allo statuto non sono ancora state fatte e per procedere in tal senso serve il 77% in prima convocazione e il 76% in seconda, quindi è necessario anche l’assenso del privato. Ed è così perché in passato ci sono state scelte scellerate. La perizia di Pozzoli? Chiederemo ad Asm quanto ha pagato e farci dare la documentazione. Argomento che può essere sollevato in IV° commissione, la trasparenza è giusta. Non ritengo che il consulente l’abbia fatta gratuitamente».
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Fondi per l’Osl
Il botta e risposta con Gentiletti è proseguito: «Sulla gara pubblica non ha risposto – il nuovo intervento dell’esponente di Senso Civico -, tutto ciò serve per privatizzare Asm. C’è molto nervosismo e invece l’assessore dovrebbe sorridere visto che parliamo dell’operazione del secolo», l’ironia. Dubbiosa la De Angelis: «Con i 6 milioni che riceve Asm riesce a sanare la posizione debitoria?». C’è anche Valdimiro Orsini (Uniti per Terni): «Errore strategico con il Sii nel 2001, ma ci fu benevolenza anche dalle forze di opposizione. Nessuna critica. Qui è in discussione la gestione dell’acqua, non del fatto che sia pubblica. Vorrei un chiarimento da Masselli: Gentiletti parlava di garanzie di Umbriadue per Asm, pensavo che la linea di credito fosse per il Sii». Così è: «Ha capito bene, è per la realizzazione degli investimenti. Asm percepisce il valore delle quote per il rimborso dei 4 milioni di arretrati». Sull’input di Angeletti: «Le disposizioni della legge Madia prevedono che il privato all’interno di una società mista pubblico-privata non possa avere una partecipazione inferiore al 30%. La delibera va in questa direzione». A chiudere un chiarimento sui 2,5 milioni che il Comune incasserà dall’alienazione: «I crediti sono vantati dall’Organismo straordinario di liquidazione, il ricavato andrà a loro. Sono soldi arretrati che devono essere percepiti». Lunedì possibile nuovo appuntamento in commissione per la discussione degli emendamenti.






