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Home » Terni, acqua ‘pubblica’: il Comune non molla

Terni, acqua ‘pubblica’: il Comune non molla

di Fabio Toni
10 Novembre 2018
in Altre notizie, Attualità, Politica
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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«Non sempre Golia vince su Davide, penso che ne vedremo delle belle». Sibillino l’assessore comunale alle partecipate Fabrizio Dominici quando gli si chiede della ‘battaglia’ per riportare l’acqua sotto il controllo pubblico dei Comuni e delle società pubbliche che compongono l’assemblea del Servizio idrico integrato (SII) dove Acea, pur detenendo un quota azionaria pari al 25%, in ragione dello statuto della società consortile, ha un peso specifico rilevante in termini decisionali. A partire dalla nomina dell’amministratore delegato.

TERNI, CONFARTIGIANATO SEGNALA LA SII ALL’ANAC

Fabrizio Dominici

Punti di vista opposti

La battaglia ruota attorno alla concezione stessa della SII, società consortile per azioni ‘mista’ – gestita cioè sia da soci pubblici che privati – che per il Comune di Terni (e i suoi ‘alleati’) è una società pubblica e pertanto sottoposta a tutta una serie di incombenze. Per il principale socio privato – Umbriadue Scarl (cioè Acea, ndR) – la società è privata: una tesi legittima a fronte della possibilità di incidere in maniera decisiva anche sulle deliberazioni dell’assemblea, dove il quorum è fissato al 77% in prima convocazione e al 76% in seconda.

Voce in capitolo

Il Servizio idrico è finito nella partita complessiva delle partecipate dove il Comune di Terni – in testa il sindaco Latini e l’assessore Dominici – vuole tornare ad esercitare un ruolo centrale. Ne è dimostrazione la recente deliberazione del consiglio comunale relativa agli indirizzi generali per la nomina dei rappresentanti dell’ente nelle varie realtà collegate. Ma sul caso specifico della Sii, a palazzo Spada non ‘tornano’ non solo tutta una serie di decisioni assunte nel corso degli anni dai vertici societari, ma anche e soprattutto il fatto che, secondo la 13° indagine sul punto di Cittadinanzattiva risalente allo scorso marzo, i costi per i cittadini siano cresciuti più che proporzionalmente rispetto a Perugia, a fronte di una dispersione idrica ancora rilevante.

Strade complicate

Non saranno comunque (solo) questi gli argomenti di palazzo Spada per tentare di spuntarla in una partita complicatissima. Il faccia a faccia con Acea è servito a chiarire una volta per tutte le rispettive posizioni ma una mediazione, allo stato, non sembra possibile. Le ‘alleanze’ con gli altri comuni del territorio – tecnicamente ‘patti di sindacato’ – se da un lato aprono nuovi spazi, dall’altro potrebbero non rivelarsi sufficienti dal punto di vista numerico perché tale è la politica e le resistenze delle amministrazioni di centrosinistra – con Terni governata da un centrodestra a trazione leghista – hanno una logica. Cosa resta?

Carte bollate

Il Comune di Terni starebbe pensando ad una ‘terza via’ per riappropriarsi di un ruolo centrale nell’ambito della Sii. E sarebbe una soluzione ‘in punta di diritto’: una ‘carta’ da giocarsi nella prossima assemblea dei soci che dovrebbe tenersi il 19 settembre. Anche qui – come per FarmaciaTerni ma con tempi certamente più lunghi – è possibile intravvedere all’orizzonte carte bollate e giudici civili. «Il braccio di ferro non ci spaventa, anzi – dice Dominici -. Se la mediazione e gli accordi ‘sindacali’ non sono percorribili, siamo comunque pronti ad andare avanti per ottenere quell’obiettivo che non è altro il controllo dell’acqua da parte dei cittadini-consumatori, coloro che pagano e che hanno diritto a servizi efficienti e dai costi giusti».

Emanuele Fiorini

Fiorini: «Massimo sostegno a Dominici»

A dare manforte all’assessore Dominici nella sua linea è il consigliere regionale e comunale Emanuele Fiorini (Lega): «L’acqua è un bene primario per la comunità e come tale va gestito – afferma -, così come è importante per la nuova amministrazione tagliare con il passato e tornare a recitare un ruolo di primo piano nella gestione delle  partecipate per evitare gli errori commessi dal precedente governo cittadino. Nel caso specifico – spiega Fiorini -, comparandolo con quello di Perugia, il costo dell’acqua a Terni è particolarmente elevato e questo è un problema molto sentito dalla città al quale dobbiamo dare risposte immediate. Non si tratta di una partita di carattere ideologico o politico, ma di trovare le risoluzioni migliori per andare incontro alle esigenze dei cittadini, dal punto di vista tariffario e della qualità del servizio. Se non sarà possibile restituire all’amministrazione un ruolo primario nella gestione dell’acqua pubblica attraverso mediazione e accordi, allora sosterremo l’assessore Dominici in tutte le strade che intenderà percorrere al fine di garantire servizi efficienti a costi adeguati».

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