di Giovanni Cardarello
Luglio intenso per la politica italiana, e non solo sul fronte meteorologico. A movimentare il dibattito sono stati soprattutto gli sviluppi parlamentari sulla legge elettorale, con il voto di 21 franchi tiratori che ha evidenziato tensioni all’interno della maggioranza, in particolare tra Forza Italia e Lega.
Ad alimentare il confronto politico hanno contribuito anche due vicende che hanno avuto ampia risonanza mediatica: l’iter della grazia avviato dal ministro Carlo Nordio per l’orefice Mario Roggero, che ha suscitato la reazione del Quirinale e le prese di posizione di Matteo Salvini sul tema della sicurezza, e la tragedia di Bologna con la morte di Abderrahim Fakir, seguita dalle polemiche che hanno coinvolto il sindaco Matteo Lepore.
I rapporti di forza nel proporzionale
In questo contesto, segnato anche dal nuovo aumento del prezzo dei carburanti e dalle difficoltà legate al potere d’acquisto delle famiglie, si inserisce il sondaggio realizzato da Ipsos Italia per il Corriere della Sera.
La rilevazione evidenzia la crescita di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che raggiunge il 7,1% (+1,1 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione), superando nettamente la Lega, in calo al 5,1% (-0,5). Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 26,5% (-0,5), mentre Forza Italia è stabile all’8,3%. Tra le opposizioni, il Partito Democratico si attesta al 20,1%, il Movimento 5 Stelle al 14,5% e Alleanza Verdi e Sinistra al 6,3%. Nell’area centrista Azione è al 3,1%, mentre Italia Viva si ferma al 2,3%.
Le coalizioni
L’analisi di Ipsos si sofferma anche sui possibili effetti delle alleanze. Secondo la simulazione, un centrodestra allargato a Futuro Nazionale si fermerebbe al 45,4%, oltre due punti sotto la somma dei singoli partiti, anche per la possibile dispersione di una parte dell’elettorato moderato. Nello stesso scenario, un Campo Largo unito raggiungerebbe il 45%, riducendo sensibilmente il divario con il centrodestra e delineando un confronto molto più equilibrato.
Il gradimento dei leader
Sul fronte dei leader, il sondaggio registra un calo di due punti nel gradimento di Giorgia Meloni, che si attesta al 42%, lo stesso livello attribuito al Governo. Nella classifica dei leader di partito il più apprezzato resta Giuseppe Conte, davanti ad Antonio Tajani ed Elly Schlein. Roberto Vannacci scende invece al 21% (-3 punti rispetto alla rilevazione precedente).
I possibili riflessi in Umbria
Pur trattandosi di dati nazionali, il sondaggio offre alcuni spunti di riflessione anche per il quadro politico umbro. La crescita di Futuro Nazionale potrebbe incidere sugli equilibri del centrodestra regionale, dove la Lega rischia di vedere ulteriormente ridotto il proprio peso politico.
Per Fratelli d’Italia, che rimane il partito di riferimento della coalizione, l’evoluzione dei rapporti di forza potrebbe rendere più complessa la definizione degli equilibri territoriali. Sul fronte opposto, la tenuta del Partito Democratico e il potenziale rafforzamento del Campo Largo rappresentano elementi che potrebbero favorire un ulteriore consolidamento dell’alleanza tra centrosinistra e Movimento 5 Stelle, già sperimentata con successo nelle ultime competizioni amministrative e regionali in Umbria. Se, come molti osservatori ritengono, le elezioni politiche si terranno nella primavera del 2027, la fase di avvicinamento al voto è già entrata nel vivo.






