di S.F.
«La tariffa è ridotta attraverso l’abbattimento nella percentuale del 60% – della quota fissa e della quota variabile base – se la distanza dal più vicino punto di raccolta rientrante nella zona servita supera i 300 metri. La misura della distanza è calcolata dal confine della proprietà, includente i locali o l’area ove vengono prodotti i rifiuti e comunque dall’inizio della strada di proprietà comunale al più vicino contenitore o cassonetto». È una delle principali novità della modifica del regolamento Taric a Terni, pronta ad essere discussa martedì (in III commissione) e mercoledì (in consiglio comunale) in combinata con l’atto sulle tariffe. Ci sono anche altri aggiornamenti per adeguare e recepire il documento rispetto a norme nazionali e delibere Arera.
IL NUOVO REGOLAMENTO TARIC (SE VIENE APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE IL 29 LUGLIO)
Terni, Taric: le tariffe che arrivano in consiglio. Il documento e i rialzi per le 60.761 utenze
Dunque chi vive in zone isolate o periferiche – dovendo percorrere più di 300 metri per il conferimento dei rifiuti – pagherà di meno. La seconda novità riguarda invece attività ed imprese (utenze non domestiche ) che avviano in forma autonoma il materiale al recupero/riciclo: per avere la riduzione prevista, dovranno produrre la documentazione entro il 31 gennaio dell’anno successivo e non entro il 31 marzo.
Terza modifica, le cosiddette componenti perequative di Arera: UR1 per la «copertura dei costi di gestione dei rifiuti accidentalmente pescati e dei rifiuti volontariamente raccolti, UR2 per la copertura delle agevolazioni riconosciute per eventi eccezionali e calamitosi e UR3 per la copertura delle agevolazioni riconosciute ai beneficiari di bonus sociale per i rifiuti (ne scriviamo sotto, ndr)». Tradotto: sono in aggiunta «al dovuto per la tariffa, applicate quali componenti tariffarie espresse in euro/utenza per anno». Dal punto di vista sociale c’è una novità rilevante.

Si tratta del quarto punto, ovvero il bonus sociale rifiuti (articolo 28): «Calcolato dal gestore in base alla tariffa applicata ed ogni utenza domestica che possiede i requisiti di ammissibilità. Otterrà una riduzione della Taric pari al 25% dell’importo dovuto per l’anno di competenza». Il bonus è automatico e non richiede domanda, basterà presentare la dichiarazione sostituva unica per ottenere l’Indicatore della situazione economica equivalente. Ne avranno diritto coloro che hanno Isee fino a 9.796 euro o da 20 mila se con almeno quattro figli a carico. «Per il riconoscimento del bonus sociale la normativa ha introdotto un contributo denominato componente tariffaria perequativa UR3 – citato sopra, ndr – che deve essere pagato da tutti gli utenti pari a 6 euro annui. Verrà inserito nelle fatture a partire dall’anno 2026». In estrema sintesi: chi ha i requisiti avrà un -25% sulla tariffa, tutti gli altri contribuiscono con qualche euro in più per la copertura (l’UR3 menzionato sopra).
Importante anche l’introduzione degli articoli 29 e 30 su interessi e spese. In sintesi se il pagamento è in ritardo (utenze domestiche) scatta «l’applicazione del tasso legale in vigore ai sensi del codice civile, maggiorato di 3 punti percentuali per il tempo di effettivo ritardo, con decorrenza dal giorno successivo alla data di scadenza del pagamento». Per le imprese invece c’è l’applicazione degli interessi di mora. Per quel che concerne la riscossione ordinaria, il gestore applicherà «una indennità a copertura dei costi amministrativi di recupero del credito
pari al 4% in caso di versamento dell’importo tra il 31° e il 90° giorno successivo a quello del termine di pagamento indicato in fattura; 8% in caso di versamento dell’importo oltre il 90° giorno successivo a quello del termine di pagamento indicato in fattura». Sono addebitate agli utenti le spese degli eventuali solleciti e messe in mora, nonché quelle l’eventuale recupero coattivo.
A chiudere il cerchio la regolamentazione sulle rateizzazioni/dilazioni con Asm che potrà concederle. «Salve specifiche – si legge – previsioni di Arera e indirizzi dell’Auri, in caso di dilazione o rateizzazione concessa su fatture non ancora scadute alla data della richiesta, sugli importi sono applicati gli interessi e, se maturate alla data della richiesta, le indennità e le spese». Legate agli articoli 29 e 30 citati sopra. L’assessorato proponente è quello che vede al vertice Michela Bordoni e la responsabile del procedimento è la funzionaria con elevata qualificazione all’ufficio gestione delle entrate tributarie e contenzioso Giulia Scosta. I pareri favorevoli sono invece del direttore generale e dirigente dell’ufficio unico delle entrate Claudio Carbone e della collega alle risorse finanziarie Grazia Marcucci.






