del comitato cittadino ‘Fare per Terni’
A Terni non è in gioco soltanto la realizzazione di un nuovo stadio e di una clinica convenzionata all’avanguardia che potrà affiancare l’ospedale, ma il futuro stesso della città, dei nostri figli e delle generazioni che verranno. Tutto questo avverrà a costo zero per la collettività, ed è bene sottolinearlo: tutte le opere, incluse quelle pubbliche come lo stadio e le urbanizzazioni (che resteranno patrimonio del Comune e quindi dei cittadini di Terni) sono interamente a carico del privato, così come l’intero rischio imprenditoriale, senza alcun peso per le casse pubbliche né per i cittadini.
La Regione, che contesta la delibera del Comune, avrebbe potuto (e dovuto) avviare un tavolo tecnico per chiarire e risolvere eventuali dubbi giuridici o interpretativi sull’atto contestato. Il ricorso al Tar rappresenta un atto ingiustificato e contrario all’articolo 120 della Costituzione Italiana, che sancisce il principio di leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali dello Stato. Se davvero non c’è una volontà politica di affossare Terni, allora dimostratelo: basta sedersi attorno a un tavolo, con responsabilità e trasparenza, e trovare la forma e la modalità tecnica per proseguire, superare ogni divergenza e risolvere qualsiasi dubbio.
Qui non si chiede di ‘chiudere un occhio’ (se vogliamo, possiamo anche aprire un confronto sulle cliniche private del Perugino, sulle deroghe e su altre questioni che le riguardano), ma di esigere rispetto e parità di trattamento. I cittadini di Terni, che oggi con le loro tasse contribuiscono a finanziare 34 milioni di euro di convenzionamenti pubblici (ogni anno), destinati interamente a strutture di Perugia, meritano gli stessi diritti e opportunità del resto degli umbri.
Se il progetto ‘stadio–clinica’ dovesse subire un blocco o un ritardo ingiustificato, gli effetti per Terni potrebbero essere catastrofici: l’attuale stadio sarà dichiarato inagibile tra meno di un anno, e senza questo progetto la Ternana Calcio è pronta a fare un passo indietro: questo significherebbe la fine di una realtà sportiva storica e il rischio concreto di un fallimento. Il danno non sarebbe solo economico, ma colpirebbe il tessuto sociale e l’identità stessa della città.
Noi siamo a favore dello sviluppo sociale ed economico della città di Terni e non possiamo accettare che tutto venga compromesso per un cavillo burocratico e per colpa di una politica distante dalle reali esigenze dei cittadini, che invece di favorire soluzioni, ne ostacola la realizzazione, il benessere e la crescita. Siamo pronti a scendere in piazza e a portare avanti ogni battaglia in modo civile, ma con determinazione e fermezza. Ribadiamo con forza che le 18 mila firme con cui i cittadini di Terni hanno espresso una volontà chiara non possono essere ignorate: vanno rispettate e devono avere un seguito concreto. (Pagina FB del comitato ‘Fare per Terni’: https://www.facebook.com/groups/2153125575090467/).






