Sono stati liberati 254 esemplari di tordo bottaccio dei 370 sequestrati nei giorni scorsi dai carabinieri di Gualdo Cattaneo e dai colleghi forestali di Campello sul Clitunno. I volatili, catturati illegalmente, erano stipati in sette trasportini artigianali in legno, suddivisi in piccole celle, all’interno del vano di un furgone. Al volante del mezzo, un 40enne di Perugia. I tordi erano destinati al commercio illegale di richiami vivi per la caccia.
L’Arma salva 352 tordi: erano destinati al commercio illegale di richiami vivi
Morti in 116 su 370
«Nati liberi – riporta una nota dell’Arma -, strappati alla vita selvatica, obbligati all’assoluta impossibilità del volo, sono tornati liberi nelle campagne umbre». Si tratta degli esemplari «sopravvissuti grazie alle cure del medico veterinario della Usl Umbria 2». Alcuni dei volatili sequestrati, erano deceduti: «18 durante il viaggio per le crudeli condizioni in cui erano detenuti e 98 deceduti due giorni dopo il sequestro, perché gravati da stress acuto per essere stati sottoposti a stimoli avversi, che hanno determinato gravi cambiamenti metabolici e fisiologici con segni di alterazione dello stato sensorio e riluttanza al movimento».
«Strappati ad un destino di sofferenza»
«Li avrebbe attesi – proseguono i carabinieri – un destino di cattività, di prigionia. Quello che attende ogni anno centinaia di uccelli selvatici, catturati e rinchiusi: il loro ciclo biologico ed equilibrio psico-fisico viene stravolto, così da perdere il senso dello scorrere delle stagioni. Si tratta di una pratica ancora radicata in moltissime regioni italiane, produttiva di gravi sofferenze; uno stravolgimento della fisiologia ed etologia di uccelli la cui natura è quella di migratori, di animali che volano liberi per migliaia di chilometri ogni anno».






