Si è chiusa il 6 dicembre la tre giorni di ‘Talento in Fiera’, iniziativa promossa da Eurointerim Spa – filiale di Terni, che anche quest’anno ha richiamato imprese, studenti, rappresentanti istituzionali e operatori del mondo della formazione. Un appuntamento che, tra incontri, workshop e dibattiti, ha offerto un quadro lucido e aggiornato sulle trasformazioni del mercato del lavoro e sulle fragilità strutturali che frenano la crescita del Paese.
L’edizione 2025 ha confermato una tendenza ormai consolidata: la distanza tra competenze richieste dalle aziende e quelle offerte dal sistema formativo continua a pesare sul mercato del lavoro. Una carenza di professionalità qualificate che si traduce in difficoltà di assunzione e, di conseguenza, in scarsa competitività. Il tema della formazione mirata e continua è tornato al centro del confronto, insieme alla necessità di un dialogo più stretto tra mondo produttivo e istituzioni formative. Un passaggio ormai indispensabile per colmare il divario di competenze e sostenere l’aumento della produttività, oggi tra le più basse d’Europa.
Il momento più atteso dell’evento è stato il convegno che ha ospitato il senatore Franco Zaffini, presidente della commissione sanità e lavoro del Senato, e il consigliere regionale Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia). Sul tavolo, un tema che attraversa trasversalmente economia, welfare e futuro del lavoro: l’inverno demografico. Zaffini ha evidenziato la stretta relazione tra salari fermi, produttività stagnante e difficoltà nel modernizzare il sistema Paese. Un quadro aggravato dai numeri della natalità: solo 370 mila nascite in un anno e una popolazione anziana in costante aumento, con costi sempre più difficili da sostenere per pensioni e sanità. «Se non aumentiamo produttività e capacità di sviluppare talenti – ha affermato – non potremo sostenere la spesa sociale né costruire politiche innovative, come la riduzione dell’orario di lavoro». Altro nodo cruciale, secondo il senatore, è la necessità di politiche che favoriscano la conciliazione vita-lavoro, condizione essenziale per rilanciare la natalità e non costringere le donne a scegliere tra maternità e carriera.
Una lettura diversa ma complementare è arrivata da Giambartolomei, che ha inserito il calo delle nascite all’interno di un più ampio cambiamento culturale. Una società, ha detto, «che percepisce i figli come un limite al benessere personale e all’accesso al consumo». Da qui l’invito a riscoprire valori più essenziali e il senso di responsabilità verso la continuità della comunità. Il consigliere si è poi soffermato sul paradosso del mercato del lavoro: giovani disoccupati da una parte e aziende alla ricerca di personale dall’altra. La causa? L’eccessiva concentrazione sulle lauree a scapito delle professioni tecniche e artigianali, oggi tra le più richieste e spesso ben retribuite.
Al termine della manifestazione, Eurointerim ha ribadito l’impegno a continuare il lavoro di mediazione tra imprese, scuola e studenti, convinta che lo sviluppo passi da una formazione funzionale, aggiornata e capace di rispondere a una società in trasformazione, anche alla luce delle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale. Un ringraziamento è stato rivolto ai relatori, agli imprenditori, agli studenti e alle istituzioni per una partecipazione che ha arricchito di contenuti una tre giorni dedicata ai talenti e al futuro del lavoro.






