di Gianni Giardinieri
Sei giorni, quasi una settimana, in cui non si è fatto altro che parlare, discutere, confrontarsi e anche scontrarsi duramente sul tema più rilevante del momento: il progetto ‘stadio-clinica’. In realtà sono molte di più le settimane in cui l’oggetto del contendere è stato al centro del dibattito politico, ma negli ultimi giorni la ‘temperatura’ è salita vorticosamente e avrà un suo primo ‘punto di caduta’ con l’udienza del Tar del prossimo 18 novembre, quando l’organo di primo grado della giustizia amministrativa sarà chiamato ad esprimersi sull’istanza cautelare (la richiesta di sospensiva) promossa dalla Regione Umbria contro il Comune di Terni. Rimettiamo in ordine cronologico i fatti, il sapere certo.
Martedì 11 novembre, quando sono già trapelate – pubblicate in prima battuta da Tag24 – le voci inerenti l’imminente diffida della Ternana Calcio alla Regione Umbria e alla sua giunta regionale, Massimo Ferrero, alias ‘viperetta’, referente dell’area sportiva per la società rossoverde (Laura Melis dixit), invia ad Ansa un comunicato dai toni durissimi. Un attacco frontale alla Regione, accusata, letteralmente, di «aver distrutto tutto», con tanto di aperta rivendicazione per aver salvato, tramite la FLACLA Srl della famiglia Rizzo, la Ternana da una situazione «economico-finanziaria disastrosa». Che la società di via della Bardesca non se la passasse (e non se la passa ancora) bene lo avevamo evidenziato in un articolo sul bilancio chiuso al 30 giugno 2025. Passivo assai pesante, ricavi scarsi ma chiusura in utile grazie alla contabilizzazione di una plusvalenza da 7,5 milioni di euro.
Mercoledì 12 novembre, secondo ‘round’: è la data in calce alla diffida dello studio legale ‘Legalit’ – incaricato dalla società rossoverde – alla Regione Umbria ed alla sua giunta. Il tono, possiamo capirlo, è drastico e arriva a conclusioni nette: «L’ipotesi di una mancata realizzazione dell’operazione stadio-clinica e del rispetto delle condizioni e tempi indicati nell’allegato Pef alla convenzione, porterà la fine della società Ternana Calcio Srl». Insomma, sostiene la diffida, «senza la plusvalenza di 7,5 milioni il bilancio sarebbe in negativo con una speculare perdita di oltre 8 milioni. Il conferimento del ramo d’azienda (e quindi del pacchetto stadio) ha permesso una ricapitalizzazione che ha scongiurato il rischio di fallimento nel breve periodo. Ed ha inoltre rappresentato l’equity, il capitale sociale, per la newco Stadium».
Se il Tar concedesse la sospensiva – è il punto di vista della società di via della Bardesca – si allungherebbero i tempi di realizzazione del progetto e si creerebbe un quadro di incertezza normativa, tale da rendere impossibile per la società negoziare linee di finanziamento con banche e altri istituti di credito. La plusvalenza di 7,5 milioni di euro non potrebbe più entrare a bilancio e la continuità aziendale sarebbe impossibile. In sostanza, liquidazione della Ternana e libri in tribunale. A proposito di tempi che si dilatano: il sindaco di Terni Stefano Bandecchi ci va giù duro e nella serata dello stesso giorno – mercoledì – consegna una dichiarazione senza mezzi termini: «Ogni giorno di ritardo nella realizzazione di ‘stadio-clinica’ ha un costo stimato tra i 60 e i 70mila euro», lasciando intendere che potrebbero partire cause risarcitorie nei confronti della giunta regionale.
Venerdì 14 novembre, poker di prese di posizione. Due vengono dai tifosi rossoverdi. Comincia la curva Nord con un comunicato netto, in cui si accusa la Regione di avere «una visione centrata su Perugia […], con Terni sempre soggetta a disparità di trattamenti». Rincara la dose il Centro coordinamento Ternana Clubs, che invita a «scendere in campo e metterci la faccia in difesa degli interessi e della dignità della città». In precedenza, il CCTC aveva dichiarato di voler procedere ad una serie di richieste di accesso agli atti per verificare le procedure di convenzionamento e lo status quo delle cliniche private presenti nella provincia di Perugia. Di nuovo Stefano Bandecchi, sempre in data odierna: «La famiglia Rizzo ha cominciato a comprendere che il Comune di Terni ha ragione. Al massimo il Tar annullerà la determina di Giorgini, che il giorno dopo ne farà un’altra. La Regione ha fatto uno sgarro alla città ma i Rizzo hanno capito che costruiranno lo stadio e la clinica». L’ultima carta del poker la consegna Ternana Women, che poco prima di mezzogiorno fa sapere con un comunicato di essersi costituita in giudizio in ordine all’udienza del Tar di martedì 18 novembre. Sabato la Ternana torna in campo, ma questo è un dettaglio.






