di Gianni Giardinieri
71.994 euro. Era questa la cifra al 30 giugno 2025, certificata dal bilancio, presente sul conto corrente della Ternana Calcio Srl. E 2.136 euro in cassaforte, spiccioli per il fondo cassa. Cifre appena sufficienti per tirare avanti pochi giorni, per una società che contava, alla data di chiusura dell’esercizio contabile (sempre 30 giugno), 64 addetti (il 78% a tempo determinato, il restante 22% a tempo indeterminato).
8,1 milioni di euro circa la perdita dell’anno precedente (2024) e 1,23 milioni l’utile in conto economico per il 2025. Sorpresa delle sorprese? No, risultato che scaturisce essenzialmente dal ricavato, contabilizzato a ricavo per 7,5 milioni di euro, della cessione del ramo d’azienda relativo ai diritti edificatori e all’attività di progettazione e realizzazione del nuovo stadio, nell’ambito del progetto ‘stadio-clinica’. La quantificazione del valore di 7,5 milioni scaturisce da una relazione di stima prodotta dal dottor Vincenzo Loi, commercialista, e la Ternana Calcio ha deciso di contabilizzare l’intera plusvalenza.
Leggere il bilancio della società di via della Bardesca, chiuso pochi mesi fa, è un prezioso spaccato di quanto accaduto durante tutta la fase del passaggio dalla presidenza di Nicola Guida a quella di Stefano D’Alessandro. La nota integrativa allegata, poi, fornisce un quadro più definito dei rapporti tra quest’ultimo ed il nuovo proprietario, la Flacla Srl dei dottori Laura Melis e Gian Luigi Rizzo, che nella ridefinizione dello statuto della Ternana Calcio Srl hanno stabilito in 500 mila euro il nuovo capitale sociale. Dovremo fare necessariamente una sintesi, perché il documento conta ben 125 pagine, ma tant’è.
Ternana Calcio Srl detiene il 52% di Stadium Spa, per quote pari a 3,12 milioni di euro (6 milioni il valore complessivo). È un dato rilevante perché, come abbiamo scritto sopra, se al 30 giugno 2025 la società di via della Bardesca ha potuto ascrivere a bilancio un utile di 1,23 milioni di euro, lo deve al fatto di aver ceduto a Stadium Spa l’intero ‘pacchetto’ per la realizzazione dello stadio. Nel corso dell’estate le cose sono poi cambiate, prima con l’arrivo della nuova società e poi con la ‘riunificazione’ all’interno della Ternana di tutto il progetto ‘stadio-clinica’. Ma il bilancio fotografa lo stato dell’arte, appunto, al 30 giugno 2025.
Rilevanti, anzi diremmo drammatici, i debiti contabilizzati: 14.785.242 euro divisi tra debiti verso l’erario (circa 2,2 milioni), debiti verso fornitori (ben 2,3 milioni), debiti verso gli istituti di previdenza (2 milioni circa, poi rateizzati e successivamente ridefiniti con l’Agenzia della riscossione), debiti verso il personale per circa 1,5 milioni, debiti verso banche per 5,2 milioni (Banca Ifis e Banca Progetto), debiti diversi per il residuo.
Tra i creditori bancari, che il bilancio definisce come debiti verso altri finanziatori, Banca Progetto la fa da padrona con un credito complessivo, esigibile su più esercizi, di poco superiore ai 5 milioni di euro. Tra i crediti messi a bilancio al 30 giugno 2025, nello stato patrimoniale la società di via della Bardesca inserisce 6,685 milioni di euro alla voce ‘totale crediti verso soci per versamenti ancora dovuti’. Si tratta dell’aumento di capitale di 9 milioni di euro deliberato dalla precedente società in data 28 ottobre 2024, quando si svolse l’assemblea dei soci.
Per i meno avvezzi è utile chiarire che c’è una sostanziale differenza tra il deliberare un aumento di capitale e versarlo effettivamente nei conti correnti della società interessata: con ogni probabilità in questo caso sono stati erogati (pronti ad essere smentiti in caso di errore) solo 2,315 milioni di euro: la differenza tra il deliberato e il credito messo a bilancio.
Curiosità alla voce ‘costo storico dei calciatori’: per Alfredo Donnarumma risulta ancora, al 31 marzo 2025 un costo di 118 mila euro, con un costo storico (vale a dire il costo dei diritti pluriennali, in altri termini il ‘cartellino’) di 800 mila euro. Per Alessio Maestrelli si conferma anche dai dati di bilancio l’ottimo ‘affare’ fatto dai rossoverdi, che possono ascrivere un costo storico di soli 30 mila euro (ora 20 mila); 77 mila euro per Andrea Vallocchia, 127 mila euro per Brignola.
Dato che invece balza agli occhi, ma sul quale il bilancio non offre grandi approfondimenti, è l’impennata alla voce ‘sponsorizzazioni e pubblicitari’: si passa da ricavi per 1,6 milioni di euro al 30 giugno 2024 a 4,8 milioni nell’anno successivo.






