di Gianni Giardinieri
Ore drammatiche in casa rossoverde: alle 18 di lunedì 13 aprile la convocazione dell’assemblea dei soci straordinaria del club presso lo studio notarile Cirilli, a Terni. In ballo la decisione se ricapitalizzare la società o liquidare la stessa. Terza via, l’istituto della composizione negoziale della crisi.
Quarta via, guadagnare tempo e prendere in considerazione la manifestazione di interesse per l’acquisizione della Ternana da parte della CPI Srl di Carl Pantalloni. Questo il contenuto della Pec inviata alle 13.45 di lunedì 13 allo studio del dottor Fabio Forti, amministratore unico della Ternana Calcio.
Innanzitutto la proposta avanza è non vincolante, ma finalizzata all’avvio di un confronto serie e tempestivo tra le parti. Poi si precisa che la scrivente non ha legami politici o istituzionali con il territorio della città di Terni, quasi a volersi smarcare da qualsiasi possibile accostamento al sindaco Stefano Bandecchi ed alle sue attività imprenditoriali.
La CPI Srl sottolinea anche che non ha interesse ad acquisire la Ternana in categorie inferiori o attraverso procedure di natura concorsuale o fallimentare. Infine l’impegno a garantire la gestione ordinaria e la risoluzione della complessiva situazione debitoria. Nient’altro – e comunque non poco – se non la richiesta di incontrare la famiglia Rizzo.
Non si tratta di una Loi, cioè di una lettera di intenti vincolante. Tantomeno indica cifre o impegni temporali. È un documento certamente degno di rilievo e che appare come un primissimo sondaggio nei confronti dei proprietari – chissà ancora per quanto tempo – della Ternana Calcio.
Ma chi sono Carlo Pantalloni e la CPI? Difficile delineare un quadro preciso. Poche le informazioni in rete, scarne le notizie che filtrano. Si tratterebbe di un imprenditore di origini narnesi, di 63 anni, che vive all’estero dai primi anni ’90 e che avrebbe interessi immobiliari in Croazia.






