di G.G.
Sono giorni febbrili in casa Ternana, alla disperata ricerca di uno o più acquirenti disposti a salvare il club da una fine sempre più temuta. Di fatto, considerando le prescrizioni della Figc e i vari tecnicismi legati all’avviso di bando per la cessione del ramo sportivo, pubblicato dal tribunale di Terni, chi vorrà acquistare la società rossoverde dovrà farlo entro la fine di maggio, meglio ancora entro il 25 dello stesso mese, data prevista per il rogito notarile.
Tempi stretti che hanno spinto il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, a rilasciare un comunicato stampa nel quale sollecita gli interessati a farsi avanti, sottolineando in primo luogo che «i 4 milioni e 200 mila euro da versare entro il 16 giugno potrebbero diventare due milioni e mezzo se ben trattati, con l’organico squadra che ha già dato la propria disponibilità». Come a dire, la perizia della curatela valuta il valore del parco giocatori intorno ad 1,6/1,7 milioni, per cui cedendo tutti si potrebbero trovare le risorse per un acquisto ‘a sconto’.
Sicuramente una buona intenzione, ma al di là del fatto che il valore di alcuni giocatori ci sembra francamente sovrastimato (per esempio Garetto valutato 255 mila euro), resta il punto che ad ogni cessione dovrà corrispondere un acquisto, anche considerando una significativa riduzione della forza della rosa, con conseguente campagna acquisti al ‘risparmio’.
Il sindaco prosegue poi evidenziando che «chiunque prenda un impegno così importante dovrà a mio avviso avere non meno di 8 milioni di euro a propria disposizione da oggi ai prossimi 13 mesi». Considerazione interessante, perché implicitamente delinea il budget per la stagione 2026/2027, post versamento iniziale (oltre 4,2 milioni), acquisto ramo d’azienda (200 mila euro circa), primi versamenti degli altri 4 milioni e rotti oggetto di dilazionamento (poco più di 1 milione). Malcontati potrebbero essere intorno ai 3/4 milioni i denari che il sindaco immagina per la gestione ordinaria del club, in linea con compagini che aspirano a campionati di medio-alta classifica.
Poi il terzo punto, una vera e propria chiamata agli imprenditori umbri e ternani, che «potrebbero prendersi questo impegno: se si mettessero insieme creando un unico gruppo di scopo, potrebbero portare questa gloriosa squadra fino alla serie A senza rovinarsi economicamente, seguendo l’esempio di molte piazze virtuose presenti oggi in Italia. Da imprenditore vi dico sin d’ora che il mio apporto sarà garantito». Magari per la serie A ci penseremo, ora l’importante è non perdere tempo, nella speranza che qualcuno bussi alla porta dei curatori e del giudice Tordo Caprioli.
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