Lo scorso gennaio si era aggiudicato all’asta un immobile situato a Finocchieto (Stroncone) per l’importo di 18 mila euro, 2 mila dei quali versati in acconto nel mese di febbraio – come prevede la procedura – con la restante parte da liquidare entro giugno.
Quando era andato a vedere l’immobile di persona, però, l’acquirente si era accorto della presenza di muri ritenuti pericolanti ma non menzionati nella perizia estimativa della procedura. Muri in condizioni tali da causare, in seguito, anche piccole frane.

Da qui, l’opposizione ‘irrituale’ proposta dall’acquirente, assistito dall’avocato Alessandro Carrozza, al tribunale di Terni – giudice Francesco Angelini – per ottenere l’annullamento dell’aggiudicazione e la restituzione delle somme versate. Il procedimento, con la parte ricorrente che ha anche nominato un consulente di parte, si è sviluppato in poche settimane e, anche sulla base di un’ordinanza di inagibilità emessa dal Comune di Stroncone lo scorso febbraio, il tribunale ha dato ragione all’acquirente, disponendo quanto richiesto dallo stesso. Nel caso di specie si può parlare di ‘aliud pro alio‘, principio che si verifica quando il bene consegnato è completamente diverso da quello pattuito.







