In occasione delle premiazioni del 52° concorso nazionale letterario ‘Premio San Valentino’, organizzato dall’associazione Amici dell’Umbria, una delle opere premiate ha visto come tema il femminicidio. Autrice, la veneta – di Thiene (Vicenza) – Marina Filiputti. Si tratta della poesia dal titolo ‘Con le mani aggrappate’, che uno dei membri della commissione – Carlo Favetti – ha inteso commentare così: «Con le mani aggrappate all’ultimo petalo di rose variopinte di un giardino ormai consumato dalla troppa violenza, dalla tanta incomprensione. Fermiamoci un istante a pensare, riflettere sul quotidiano, dove quel campo di fiori continuamente falciato in modo assassino, violento, infame. Sono così, generazione fallimentari che vivono dell’egoismo e della possessione. Armati di quella cultura patriarcale e del possesso estremo con la dannata voglia di violenza. Uccidere la donna vuole rappresentare la punizione più becera di quel diritto alla libertà e indipendenza: educarsi alla affettività sarebbe il miglior modo. Considerare inferiore la donna, uccidere per stabilirne la superiorità è l’atto più estremo che l’ -essere umano può commettere».







